La lista Medici e Ambiente, con il suo coordinatore, il dott Antonio Necci denuncia la pericolosità del PAT, la mancanza di un riferimento per le urgenze, sottolineando il comportamento del consigliere regionale del M5S Loreto Marcelli, davanti la problematica. Dopo la chiusura del Punto di Primo Intervento, il consigliere Marcelli ha denunciato solo la mancata sostituzione del PPI con la postazione medicalizzata del 118.
Di seguito la nota stampa integrale: “Sempre più con il passare dei giorni si avverte la pericolosità dell’istituzione del PAT in Anagni ed aumenta il timore per la mancanza di un riferimento per le urgenze in un territorio tanto vasto. La posta in gioco è talmente alta che non si può abbassare la guardia, né tanto meno permettere ad alcuno mistificazioni di sorta. E’ in palio la salute e la sopravvivenza di un territorio. Senza polemica alcuna, con lo spirito più partecipativo e costruttivo possibile bisogna rilevare e stigmatizzare, con sincerità, gli atti concreti che constatiamo contrari alla causa comune. Il 9 luglio i media riportavano la fuorviante dichiarazione del consigliere regionale Loreto Marcelli: “La paventata chiusura del presidio ospedaliero Anagni non ci sarà: questa la bella notizia che oggi il M5S Lazio può dare a circa 80mila cittadini del territorio.”Alla luce dei fatti soltanto un’illusione dal vago sapore di propaganda. Il 24 luglio, dopo la tragedia, in un esposto alla Procura della Repubblica da parte dello stesso, si assevera:“che la funzione dei punti di primo intervento è la trasformazione in postazione medicalizzata del 118… che non risulta… che la trasformazione in postazione medicalizzata del 118 sia stata compiuta… per l’emergenza che invece dovrebbe trovare una prima risposta nella postazione medicalizzata del 118”. In concreto si accetta la eliminazione del PPI e si denuncia solamente la mancata sostituzione del PPI con la postazione medicalizzata del 118. Il 6 agosto 2018 alle ore 12:15 l’ulteriore conferma con elementi aggravanti. Veniva depositata dallo stesso una interrogazione regionale, in cui si chiedeva e sollecitava: “quale sia lo stato amministrativo e di ri-organizazzione dei PPI della Regione Lazio ai fini dell’adempimento dei dettami del interministeriale n°70/2015… Se e in quali postazioni 118 medicalizzate sono previsti punti di offerta di assistenza primaria organizzati come PAT di medicina generale” Lascia esterrefatti la contraddizione tra le parole dette ad Anagni e la lettura dei documenti ufficiali. Un gioco delle parti inaspettato. Un atteggiamento accattivante sul palcoscenico popolare, poi invece, nelle segrete stanze, la condivisione degli stessi nefasti obiettivi della giunta regionale contro Anagni. Un senso di profonda delusione. A parole si è dalla parte dei cittadini, negli atti concreti si è altrove. Chi fa questo è contro il nord della provincia. E’ libero di farlo ma lo deve dire a viso aperto: piroette, furbate e scambi sottobanco sulla pelle dei cittadini non saranno tollerate. Aggiungiamo pure che adesso si progetta, da parte di altri soggetti pseudo difensori dei cittadini, di continuare a sfruttare le vittime dell’avvelenamento, per mirabolanti progetti privi di qualsiasi utilità sociale e funzionali, solo all’arricchimento e alla creazione di posizioni di rendita per i soliti noti. Noi invece un pronto soccorso ad Anagni lo vogliamo veramente, senza se e senza ma, che garantisca la qualità di assistenza degna di questo nome e non ambulanze medicalizzate o PAT di ripiego. Questo è l’impegno di chi tutti i giorni garantisce la sanità in questo territorio: tocca particolarmente a noi, medici inseriti nell’impegno civico, vigilare e dare la giusta informazione, perché siamo noi in prima linea tutti i giorni a risolvere per quanto possibile le criticità inenarrabili in cui ci hanno spinto politiche di smembramento e di distruzione del sistema sanitario. Avrei preferito non dover intervenire in questa maniera per correggere simili comportamenti, ma è inevitabile che qualcuno indichi la giusta direzione e mantenga dritta la barra poiché siamo comprensivi delle difficoltà a comprendere una materia ostica e complessa come l’organizzazione sanitaria, che può essere esposta in maniera non sempre intellettualmente onesta. A nessuno può essere concesso di confondere le posizioni creando equivoci, inficiando il lavoro retto di altri. E’ necessaria la massima chiarezza, l’onestà intellettuale e la imprescindibile preparazione culturale tecnica e scientifica: l’argomento in campo lo esige.” Anna Ammanniti
