Il pentimento di Nicola Schiavone, il boss dei Casalesi arrestato anche dalla Guardia di Finanza di Cassino per riciclaggio, potrebbe avere ripercussioni anche in provincia di Frosinone.
Il 40enne, primogenito di Francesco Schiavone, detto ‘Sandokan‘ da giorni sta collaborando con i magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. In cento ottanta giorni dovrà riferire ogni dettaglio, anche il più banale, riguardante l’attività del clan più sanguinario al mondo e delle sue commistioni con politica ed imprenditoria. Schiavone dovrà riferire anche dei suoi interessi nel Frusinate dove, come accertato dalle Fiamme Gialle del gruppo di Cassino, avrebbe messo in atto l’attività di riciclaggio. Il processo a suo carico è ancora in corso presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Invece i suoi presunti complici, imprenditori e semplici cittadini indagati a piede libero per riciclaggio, sono stati tutti assolti dal tribunale di Cassino. Erano tutti accusati di riciclaggio. Ora con i lpentimento dell’uomo potrebbe aprirsi una nuova pagina investigativa fatta di riscontri oggettivi. La politica e la classe imprenditoriale insana del centro Italia, che da sempre fa affari con la criminalità organizzata, potrebbe finire in un vortice giudiziario senza precedenti. Ang.Nic.
