Sora – Cinque mesi esatti a Natale e… Spelacchio è già pronto!

Irene Mizzoni
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(di IreMiz) E’ stato definito l’albero più triste della terra. Se ne sono interessati tutti, finendo sui maggiori network e giornali del mondo. Se ne è parlato per settimane, in lungo e in largo. Alla fine Spelacchio a Roma è diventato il simbolo del declino che la Capitale sta attraversando. Poi l’albero più triste della terra è stato rimosso, ma non nella memoria del sentir comune. Ora rispunta a Sora è c’è già chi è pronto a scommettere sull’eco mediatico dello Spelacchio sorano.

Cinque mesi a Natale, non pochi. Eppure dalle parti della cattedrale cittadina già è polemica con il ribattezzato Spelacchio che viene quotidianamente ammirato e accostato al fratellone romano. La linfa che ha dato origine alla vicenda di Spelacchio detto il sorano è tutt’altro che divertente. I lunghi e cadenti rami hanno iniziato a preoccupare già da un pò. “Ma il Comune programmerà la potatura di quest’albero?” si sono chiesti in molti. Finora no e i fragili rami hanno continuato ad allungarsi. Tanto, troppo. Qualcuno teme che si possano spezzare provocando danni. Per fortuna, ad oggi, Spelacchio non molla e resiste nonostante l’indifferenza. Però, stizzito dalla meticolosa potatura alla quale, invece, sono stati sottoposti i suoi simili che occupano la villa comunale, qualche dispettuccio potrebbe scapparci. “Sarebbe meglio intervenire” è parere di molti che aspettano che il Comune si attivi. Nel frattempo, Roma insegna…l’attesa trasforma in simbolo.  
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