L’uomo della rivoluzione e della rinascita produttiva. L’uomo che ha dato nuova vita, nuova linfa, nuova veste e nuova speranza allo storico stabilimento Fiat (ora Fca) di Piedimonte San Germano non c’è. L’ex Ad Fca, Sergio Marchionne è morto stamattina a Zurigo. Con lui e la sua politica industriale è nata “Cassino Plant”, con lui c’è stata la rinascita di un sito produttivo e dell’indotto, con lui il territorio è tornato a vivere.
Stamattina alle 11.40 circa, quando i Tg nazionali sono andati in onda con Edizione straordinaria e le agenzie hanno battuto le prime parole del Presidente di Fiat Chrysler Automobiles Elkann che ha annunciato: “Marchionne l’uomo, l’amico non c’è più. Gli saremo per sempre grati”, in un attimo anche all’interno dello stabilimento di Piedimonte San Germano, come avvenuto in tutte le galassie produttive della famiglia Agnelli, il clima si è fatto mesto, ovattato. Il cielo limpido del sol leone di luglio si è fatto plumbeo.
Le bandiere al Lingotto di Torino sono state calate a mezz’asta (Foto Lapresse). Di lui – dell’Ad Sergio Marchionne, l’uomo in pullover, capace di salvare il gruppo Fiat (ora Fca), dal baratro dei libri contabili verso il Tribunale per il fallimento, ai vertici delle case produttrici mondiali – nel sito di Piedimonte San Germano e nell’indotto cassinate resta la determinazione, il piano strategico per renderlo centrale nella produzione delle migliori auto Alfa Romeo. Con lui le tute blu, i metalmezzadri sono diventati dipendenti specializzati 4.0. Di loro, delle tute blu diceva: “Ho grande rispetto per gli operai e ho sempre pensato che le tute blu quasi sempre scontino, senza avere responsabilità, le conseguenze degli errori compiuti dai colletti bianchi.”
A Piedimonte San Germano restano le visite a sorpresa in elicottero con i suoi più stretti collaboratori. Resta la fiducia che ha riposto nello stabilimento cassinate, resta la fiducia concessa – sì proprio concessa perché in libero mercato nulla è dovuto – ad un territorio che tanto deve alla Fiat e alla famiglia Agnelli. Ora e per sempre anche e sopratutto a Sergio Marchionne.
Vincenzo Caramadre