Creare dei castelli in aria è un arte che richiede massima attenzione e uno studio meticoloso che parte dalle fondamenta. Questo, in un certo senso, vuole essere il leit motiv, non casuale, di Castellinaria-Festival di Teatro Pop, inaugurato lo scorso sabato sera alla presenza dello staff dell’Associazione Habitas di Roma, dell’Amministrazione Comunale e Provinciale, insieme alla Proloco di Alvito e ad Ivano Capocciama nella suggestiva location del Castello Cantelmo e del suo borgo.

Ai piedi del Maniero si è svolto un
coinvolgente taglio del nastro che ha presentato l’atteso evento del ricco calendario dell’estata alvitana.
“Siamo lieti di poter far rivivere il nostro amato Castello – ha sottolineato il sindaco Duilio Martini
– attraverso una manifestazione che include arte, teatro, musica e gastronomia, ovvero le eccellenze della nostra terra. Dal 21 al 27 luglio il Castello sarà animato per la gioia di tutti”.
Castellinaria non intende sostituire il più noto e longevo Festival Reggae, bensì regalare emozioni diverse nella stessa splendida cornice. “
Sabato scorso è stato un giorno intenso per la cultura del nostro territorio – ha dichiarato Luigi Vacana, presidente del Consiglio Provinciale
– con la prima edizione di Castellinaria, Festival di Teatro Pop.
L’idea di un teatro popolare in uno scenario incantevole come il Castello di Alvito è qualcosa che mancava e che non si era mai visto prima. Ora è realtà e lo dobbiamo alla Compagnia Habitas che ha ideato e creduto nell’iniziativa che la Provincia ha patrocinato con entusiasmo e inserito nel progetto più ampio ‘Ciociaria: Saperi, Sapori, Suoni’. Dopo il successo delle prime due serate che hanno visto in scena artisti del calibro di Giorgio Colangeli e Fulvio Cocuzzo, questa sera, a partire dalle 19:30, Andrea Cosentino intratterrà con sapiente leggerezza il pubblico presente, mentre alle 19:30 sarà la volta de “L’imbroglietto-variazioni sul tema”, prodotto dalla Compagnia Habitas.

Impossibile mancare per quanti desiderano risvegliare i propri sensi, dalla vista, all’udito, passando per la gola.
Caterina Paglia