Focus – Sanità, se Frosinone arriva sempre dopo gli altri territori: dal 118 agli acquisti

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Accorpamenti, trasferimenti, servizi: a pagare il conto più salato rischia di essere, ancora una volta, la provincia di Frosinone. Gli accorpamenti fra pezzi di servizi sanitari e uffici amministrativi fra Frosinone e Latina (preludio alla fusione finale della Asl ciociara e pontina?) vedono la Ciociaria ancora indiziata numero uno per il ruolo di perdente. E non si vedono baluardi ad arrestare o attutire il trend.

LA STORIA DEL 118: UN SALASSO PER LE PROVINCE DEL SUD La vicenda della centrale operativa dell’Ares 118 è emblematica. Parliamo delle postazioni che ricevono le richieste di soccorso dei cittadini e che coordinano mezzi e ambulanze. Nel febbraio 2017 il decreto Zingaretti aveva già deciso, nell’ambito della programmazione regionale, di accorpare le due centrali di Frosinone e Latina in una unica, denominata “Latina-Frosinone”. Facendo partire l’iter fra giugno e luglio 2018. La questione passa sottotraccia, nessuno (o quasi) ne parla o si strappa i capelli. A fine giugno arriva la delibera dell’Ares 118 per l’accorpamento. E giù proteste e manifestazioni a difesa del servizio. Il consigliere regionale ciociaro Mauro Buschini (Pd) rassicura: “Cambierà soltanto la sede dove si risponderà al telefono. Nessuna modifica nella sostanza: il personale e i mezzi a disposizione della Provincia di Frosinone rimarranno gli stessi”. Ma infermieri e operatori alzano la voce spiegando che la centrale operativa del 118 di Frosinone è gestita da personale infermieristico con formazione specifica ed esperienza pluriennale. Che si interfaccia con altre Istituzioni provinciali: forze dell’ordine, Prefettura, Protezione civile. Che per rispondere alle chiamate e attivare la macchina dei soccorsi, in maniera perfetta e senza perdite di tempo, bisogna conoscere la complessa orografia del territorio ciociaro, fatto di piccoli Comuni e contrade, zone non facilmente raggiungibili. E avere qualche familiarità con le inflessioni dialettali dei tanti anziani che chiamano. Il rischio concreto è che ora la nuova centrale accorpata possa rispondere da Latina. Nel qual caso sarà assicurata una perfetta conoscenza del territorio ciociaro come avviene oggi? Questa la domanda ricorrente in questi giorni. UN CRITERIO DA FAR DIVERTIRE TRILUSSA Ma perché le centrali operative di Frosinone e Latina devono convolare a nozze indigeste? La scelta regionale si collega – è stato sottolineato da Roma – a un decreto ministeriale del 2015 che stabilisce che ci vuole una centrale operativa ogni 600mila abitanti. Come narrava Trilussa, per la statistica, se io mangio due polli e tu nessuno ne abbiamo mangiati uno a testa. Anche se io me la spasso e tu muori di fame. Per il meccanismo degli accorpamenti decisi in Regione le province del nord (Rieti-Viterbo) e quelle del sud (Latina-Frosinone) avranno ora 1 centrale operativa a testa. Ma, scavando più a fondo, quella di Rieti-Viterbo dovrà accogliere le richieste di soccorso di circa 490 mila residenti delle due province. Quella di Latina-Frosinone deve rispondere a una popolazione di quasi 1,1 milioni di residenti, più del doppio. Fossero stati 100mila in più, Frosinone e Latina avrebbero avuto insieme 1,2 milioni di abitanti e quindi sarebbero necessari – per standard – 2 centrali (una ciociara e una pontina, come sempre). Qui la politica sembra non aver mediato l’approccio ragionieristico dei freddi numeri. Oltre al danno dell’accorpamento, la beffa del posizionamento a Latina (provincia più numerosa) della sede unica sembra essere dietro l’angolo. Anche se si dice che non è stato ancora deciso. Se così fosse si tratterebbe di un altro disastro per la Ciociaria. Infatti la centrale unica Rieti-Viterbo è stata posizionata a Rieti (territorio con meno residenti rispetto a Viterbo). Mentre nel sud del Lazio sembra materializzarsi uno schema per cui Latina, oltre all’ospedale Dea di di II livello e alla base regionale Hems dell’elisuperficie, avrebbe anche la centrale unica del 118. E Frosinone? Un possibile pugno di mosche rispetto al quale sarebbe opportuno opporsi (ma forse è già tardi). L’ULTIMO ATTO: ACQUISTO BENI E SERVIZI A LATINA
Ma non finisce qui. All’orizzonte c’è già un altro accorpamento che forse non scalda i cuori e le preoccupazioni dei cittadini come il 118, ma che potrebbe produrre altri effetti non del tutto positivi. A Latina va l’acquisto di beni e servizi per tutte e due le provincie, a Frosinone la gestione del patrimonio. Il consigliere provinciale di Forza Italia Danilo Magliocchetti – che segnala il caso – non esita a parlare di “una subalternità, direi quasi manifesta, di Frosinone rispetto a Latina in tema di servizi sanitari, è confermata, dopo l’accorpamento delle centrali Ares 118,  anche da 2 delibere della Asl di Frosinone”. Come spiega Magliocchetti  con la delibera 1562 “viene istituita la UOC di valenza interaziendale, tra la ASL  di Latina e quella di Frosinone, con sede a Latina, denominata “provveditorato”,  che di fatto ingloba la UOS “acquisizione beni e servizi” della ASL di Frosinone e la UOS “E procurement” della ASL di Latina. Con la 1565, invece, viene istituita la UOC di valenza interaziendale tra la medesime ASL , con sede a Frosinone questa volta, denominata “patrimonio tecnico immobiliare e sistema informatico”.
Volendo cercare di semplificare al massimo, in pratica a Frosinone resta, con competenza anche su Latina, la gestione del patrimonio immobiliare ed informatico delle 2 aziende, mentre Latina gestirà, anche per Frosinone, tutta la parte legata agli acquisti di beni e servizi. Per Magliocchetti l’unità accorpata a Latina pesa di più . “Non si vuole, né usare il bilancino di precisione nel pesare le 2 UOC di valenza interaziendale, nè tantomeno fare l’analisi delle competenze ed attività gestite, ma è indubbio, che la centrale acquisiti, per di più di beni e servizi in ambito sanitario, abbia un peso specifico e strategico sicuramente maggiore, rispetto alla gestione del patrimonio ed informatico. Questo è un principio universale, che vale per qualsiasi azienda, pubblica o privata che sia. Latina acquisisce quindi una potenzialità di contrattazione, ergo di legittima rivendicazione di servizi per il proprio territorio, oggettivamente superiore rispetto a Frosinone. Quello che desta perplessità, anche in questo caso, e senza voler fare discorsi demagogici, è che quando bisogna decidere dove realizzare qualcosa di importante, per di più in ambito sanitario, che abbia competenza anche per altri territori, e che possa beneficiare la sede di centralizzazione,  Frosinone arriva sempre seconda“.
Alessandro Redirossi
 
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