Isola del Liri – Ex Cartiere Boimond, aree comuni disastrate (Foto)

Francesca Merolle
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Oltre venti anni fa il Comune di Isola Liri acquistò, dal Demanio dello Stato, il complesso industriale dismesso costituito dalle ex Cartiere Boimond di via Borgo San Domenico. Tutto tranne la centrale idroelettrica della località Vadurso. Il contratto di acquisto fu sottoscritto il 19 maggio 1998. Così come disse nella seduta del 23 settembre 2009, il compianto senatore Oreste Tofani, in questi venti anni l’ente locale ha ottenuto dalla Comunità Europea, tramite la Regione Lazio: <Oltre venti miliardi di lire>. Denaro che il Comune, in gran parte, ha utilizzato per sistemare le aree comuni, ristrutturare gli immobili e realizzare due nuove strutture. Come stanno le  cose a distanza di oltre venti anni?

Gli immobili sono stati quasi tutti venduti ai privati. Adesso ospitano attività commerciali, esercizi pubblici, istituti di credito. Non mancano interventi di natura storica per ricordare la famiglia Boimond. Le aree comuni sono disastrate. Ovunque pavimentazioni sconnesse, parapetti divelti, erbacce. E non si riesce nemmeno a svuotare regolarmente i cestini per le cartacce. L’ambiente che ospita l’antica, storica macchina continua per la produzione della carta, ad essere benevoli, è trascurato. Non fruibile. Il parcheggio interrato ha seguito l’esempio di quello in centro a Trito e del multipiano del Viale Garibaldi. Tutti chiusi. E veniamo a quello che avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello dell’ex Boimond: l’Acquario del Liri. Ciò che non hanno potuto distruggere i vandali è stato danneggiato dal tempo a cominciare dalla pavimentazione esterna in legno che è malferma. Per tutto il resto parlano le foto. Ora, se non si hanno idee e progetti di uso e valorizzazione, che almeno si faccia la pulizia e la manutenzione ordinaria. V.V.
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