Anagni – E’ ufficiale, il Punto di Primo Intervento ha chiuso

Anna Ammanniti
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Con il turno di questa notte, il PPI dell’ex ospedale di via Onorato Capo, ha passato il testimone al PAT, l’ambulatorio con i medici di famiglia. È ciò che resta, come servizio sanitario a 80 mila utenti.

Nell’audizione straordinaria convocata di urgenza lunedì scorso alla Pisana, era stato dichiarato sospeso il provvedimento di chiusura del PPI e il presidente della Commissione Sanità aveva avvisato che nessuna decisione poteva essere presa dalla Asl, senza consultare prima i rappresentati del comprensorio. La Asl di Frosinone, facendo spallucce, ha chiuso comunque il PPI. Ufficialmente questa mattina il medico di famiglia ha preso servizio, accompagnato dal nuovo responsabile che sostituisce la dott.ssa Tanzi, direttore dell’ormai ex Punto di Primo Intervento. Il PAT, l’ambulatorio con i medici di famiglia non è sufficientemente valido per affrontare le emergenze e le urgenze di 80 mila utenti. I medici di famiglia non sono dottori specializzati nel pronto soccorso, non sono medici ospedalieri, non rientra tra le loro competenze richiedere analisi e radiografie a chi si presenterà all’ambulatorio. Possono semplicemente prescrivere la ricetta per andare poi al Cup a pagare, oppure possono inviare al più vicino ospedale, Frosinone, Alatri, Colleferro. Le competenze dei medici di famiglia, sono legate ad un regolamento che non prevede per esempio l’uso del defibrillatore, la sutura di punti, la richiesta di esami specifici in loco per diagnosticare un infarto. Certo un territorio così vasto, con tante utenze, in caso di infarto e problematiche gravi, il PAT non sarà in grado di salvare la vita umana. Una città, con un casello autostradale con incidenti quasi all’ordine del giorno, senza un pronto soccorso, non potrà garantire di salvare la vita a nessuno. Anna Ammanniti
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