Si è svolta nel pomeriggio di oggi, la protesta di circa 200 cittadini e rappresentanti politici del comprensorio, per la chiusura del Punto di Primo Intervento. L’incontro è stato organizzato in un paio di ore per programmare la battaglia nei confronti della Asl di Frosinone e della Regione Lazio.
La manifestazione volontaria in Via Onorato, sotto l’ex ospedale, si è svolta con la presenza dell’intera amministrazione comunale guidata dal sindaco Daniele Natalia, con l’onorevole Loreto Marcelli, vice presidente della Commissione Sanità Lazio, con rappresentanti politici dei sette paesi del comprensorio, con comitati e cittadini. Dopo l’audizione straordinaria, richiesta con estrema urgenza e accordata per lunedì scorso alla Pisana, sembrava che la chiusura del Punto di Primo Intervento, fosse slittata. Invece oggi, 15 luglio, come previsto, l’Asl di Frosinone ha chiuso il PPI, sostituendolo con un inutile PAT. Il Punto di Primo Intervento di Anagni, oltretutto non rientra nel decreto 70, e non è tra i PPI da eliminare prima della fine dell’anno. Per il momento la chiusura degli altri Punti di Primo Intervento è bloccata e non ci si spiega perché quello di Anagni, di cui appunto la chiusura non è neanche programmata sul decreto 70, sia stato chiuso. La Commissione Sanità, aveva invitato lunedì scorso la Asl di Frosinone di non interrompere il PPI, ma il commissario Macchitella facendo spallucce ha fatto chiudere ugualmente. Il sindaco Daniele Natalia ha proposto di avviare le denunce, una raccolta firma dell’intero comprensorio, da presentare sulla scrivania del presidente della Regione Zingaretti e convocherà presto un consiglio comunale aperto con la presenza di Zingaretti e l’assessore alla sanità D’Amato. Si farà tutto il necessario per non far morire la sanità nel territorio del nord Ciociaria. Seguirà ampio servizio video con gli interventi. Anna Ammanniti
