Domani, domenica 15 luglio, quasi certamente il Punto di Primo Intervento del presidio sanitario anagnino chiuderà, nonostante lo slittamento della stessa concordato alla Pisana, neanche una settimana fa.
Il PPI chiuderà, malgrado fornisca il servizio sanitario a 80 mila utenti. Niente è valsa convocare e presiedere l’audizione straordinaria della commissione sanità, lunedì scorso alla Pisana. Le parole del sindaco Daniele Natalia, a rappresentare non solo la città dei papi, ma l’intero comprensorio, sono finite nel vento. Le orecchie da mercanti della politica regionale nei confronti di un tema così essenziale e vitale, intimoriscono. I cittadini, gli 80 mila utenti chiedono a gran voc,e perché questo accanimento nei confronti del territorio. Chiuso l’ospedale, chiuso il pronto soccorso, chiuso il punto di primo intervento. Dalla Regione fanno sapere che i tagli sono di natura economica, poi nella provincia di Roma gli ospedali vengono addirittura potenziati e in provincia di Frosinone, solo il polo ospedaliero anagnino ha subito un declassamento anno dopo anno, fino ad arrivare al PAT. Un ambulatorio che raccoglie i medici di famiglia in un’unica struttura, una spesa a detta dagli stessi medici, dei quali la maggior parte si estranea da tale iniziativa, completamente superflua. Gli 80 mila utenti chiedono al commissario della Asl, perché si è arrivati a chiudere il PPI, già inadatto e insufficiente ad affrontare le emergenze del territorio, se tale provvedimento di chiusura, non è previsto nemmeno nel decreto Polverini. I parlamentari del Movimento 5 Stelle Luca Frusone, Enrica Segneri e Ilaria Fontana, il vice presidente Commissione Sanità Lazio Loreto Marcelli e i consiglieri comunali Fernando Fioramonti, Piero Morelli, Marco Mastronardi, Christian Bellincampi, Fabrizio Pintori, Emilio Biancucci e Giuseppe Guarcini, attraverso una nota stampa, addebitano al Partito Democratico, la responsabilità della quasi certa chiusura del PPI. “Le vicende del punto di primo intervento di Anagni sono da giorni al centro del dibattito politico della parte nord della Provincia. La Commissione Sanità della Regione Lazio con l’impulso dei sindaci della zona, aveva deliberato una sospensione della delibera che chiudeva l’unico punto che può dare un primo soccorso agli 80 mila abitanti di Anagni e le sue zone limitrofe stabilendo quindi che doveva rimanere aperto. Il Movimento 5 Stelle che nella questione ha giocato un ruolo propositivo e decisivo con il vicepresidente della Commissione Sanità Loreto Marcelli e il Consigliere Comunale Fernando Fioramonti, ora proprio non ci sta a questa retromarcia della ASL e di Zingaretti. “Il Governatore della Regione Lazio ha chiarito cosa pensa di Anagni. Gli anagnini non son degni nemmeno di un punto di primo soccorso” così tuonano i portavoce del Movimento 5 Stelle, dai parlamentari passando per la Regione fino al Comune, che proseguono “Abbiamo fatto convocare d’urgenza la commissione sanità che grazie anche alla pressione dei sindaci ha votato all’unanimità di mantenere aperto il primo soccorso ad Anagni, ma sia l’ASL di Frosinone sia Zingaretti, Buschini e tutto il PD non hanno voluto ascoltare. Per i loro intrighi e per le loro vendette hanno voluto punire un territorio che alle amministrative non ha certo premiato il Partito Democratico e lo hanno fatto in un modo infame, in silenzio andando persino contro il voto di una commissione regionale. Se da lunedì ad Anagni per qualcosa di più serio di un’influenza, gli anagnini non sapranno a chi chiedere cur,e sappiate che le responsabilità hanno nomi e cognomi e sono quelli di Zingaretti, Buschini membro della commissione Sanità, assente durante il voto per Anagni e tutto il PD. Noi non demordiamo e con tutti gli strumenti a disposizione ostacoleremo chi vuole portare la Provincia di Frosinone al collasso”. Anna Ammanniti
