(di Anna Ammanniti) Nonostante l’altolà del sindaco Daniele Natalia, lunedì scorso presso la Pisana, durante l’audizione straordinaria per bloccare la chiusura del PPI, sembra che l’Asl di Frosinone, voglia portare avanti le proprie “convinzioni” e “donare” alla città un PAT.
Il primo cittadino di Anagni insieme a tutti i cittadini del comprensorio, avevano bloccato la chiusura del Punto di Primo Intervento dell’ex ospedale di Anagni, era stata sospesa, ma ad oggi, tra l’altro ultimo giorno utile, non è ancora arrivata la contro delibera di tale provvedimento. Già alla Pisana, lunedì scorso il sindaco Daniele Natalia aveva dimostrato che non avrebbe gettato la spugna. Il PAT non serve assolutamente a nulla, non è in grado di far fronte alle emergenze ed urgenze di un bacino che comprende 80 mila utenti. Cittadini che mese dopo mese, si vedono decurtati importanti servizi sanitari. L’ex presidio ospedaliero di Anagni è entrato nelle mire di chi muove i fili, all’apparenza per tagliare costi, ma a conti alla mano, non vi è neanche tutto questo risparmio. Il PAT verrebbe a costare una cifra in straordinari da elargire ai medici di famiglia. Quindi la domanda che si fanno 80 mila persone è sempre la stessa: “Perché non dobbiamo più avere un punto di riferimento a portata di mano?” Andare a Frosinone o Colleferro, può “costare” una vita umana, prima che si raggiunge il primo Pronto Soccorso utile. Il cittadino che non sa più di “che morte, morirà”. Da alcuni anni la popolazione vive un depotenziamento dei servizi sanitari, il Pronto Soccorso, è diventato “magicamente” Punto di Primo Intervento. Un po’ pochino per una zona che raccoglie così tanti utenti, pochino considerando un casello autostradale, la ferrovia dei treni, le tante fabbriche, l’inquinamento, il Sin e i tanti paesi arroccati sulle montagne che necessitano di tempo per arrivare al primo ospedale utile. La vita delle persone non vale più niente? Le persone, i malati, sono solo numeri? A un presidio come Anagni non basta un PPI, figuriamoci un PAT! Non serve a 80 mila utenti il contentino! Se occorre la visita del medico di famiglia ci si reca al suo studio, non occorre raggruppare i medici di famiglia in un unico laboratorio. Sono anche numerosi i politici indignati su questa assurda situazione, la salute non ha certo colore politico. Il consigliere comunale di opposizione Fernando Fioramonti (M5S) presente lunedì scorso alla Pisana, dichiara che la vicenda dell’ospedale di Anagni è soprattutto di natura politica. Quando ci sono politici, che tengono indipendentemente alla salute dei cittadini, tutto si fa in maniera più rapida, nel caso contrario…tutto tace.“Perché quando c’era un monocolore PD (Comune – Provincia – Regione) non si sono portati a casa dei risultati?” Scrive Fioramonti sulla sua pagina di Facebook, e continua: “Lunedì in Commissione c’era un grande assente, l’on. Mauro Buschini. Ricordiamo che Buschini è membro della commissione Sanità, uno che ha sempre sostenuto di essere un difensore dell’ospedale di Anagni.” Il sindaco di Anagni, Daniele Natalia con tutti i sindaci del comprensorio hanno pronta una denuncia, nel caso in cui la Asl di Frosinone non faccia un passo indietro e rinunci alla chiusura del PPI. Per domenica è prevista una manifestazione all’Ospedale, se non arriva la delibera del commissario Asl, il dott.Macchitella. Anna Ammanniti
