Editoriale Cassino – La tragedia sulla superstrada e il valzer della vergogna

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L’annuncio via social della notizia falsa della morte della piccola rimasta coinvolta nell’incidente stradale sulla Cassino – Sora è un atto vergognoso. Si, vergognoso, senza se e senza ma. E vergogna sta ad indicare quel sentimento interiore che dovrebbe attanagliare la mente dei fautori per far solo immaginare loro quello che hanno vissuto i parenti di quella piccola.

“Le sue condizioni sono disperare, ma, al momento, è viva, confermano i carabinieri oggi alle 14.30. Ed allora il sentimento di vergogna di chi ha innescato il tran tran della falsa notizia sui social dovrebbe essere ancora più profondo. Annunciare la morte di chicchessia sui sociale è, evidente, un gesto figlio dell’incontrollata reazione agli strumenti social e alla mania di protagonismo. E allora chi tutti i giorni lavora a contatto con siffatte tragedie e prima di scrivere una riga e dico una riga compie almeno tre verifiche con i canali istituzionali, alla parola vergogna associa anche la parola vigliaccheria. Si proprio così, perché è semplice dare notizie senza avere l’obbligo e sottolineo l’obbligo deontologico della verifica della fonte, come tutti i cronisti e i giornalisti iscritti all’Ordine hanno. E troppo semplice mettersi dietro una tastiere, sentirsi giornalisti per qualche istante e far si che l’io, protagonista assoluto dell’aver dato la notizia falsa, s’inorgoglisca. Quella bimba potrebbe essere la figlia, la nipote, la cugina, di ognuno di noi. Ma il pericolo non è cessato domani i rampati che vivono dietro la tastiera potrebbe colpire ancora e ferire chiunque. E allora conviene ricordare ciò che Umberto Eco, in una lectio magistralis tenuta all’Università di Torino, nel giugno del 2015, disse a proposito delle nuove forme di comunicazioni digitali. I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli’. Come non inchinarsi dinanzi a una frase del genere.  Tacete, il dolore è già troppo grande. Vincenzo Caramadre 
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