(di IreMiz) Secondo voi esistono bambini da salvare e bambini da abbandonare? Bambini da crescere. Bambini da educare. Bambini da amare.
Sì, i bambini. Ci struggiamo dinanzi a quei piccoli che in Thailandia hanno rischiato di morire intrappolati dentro una grotta, ma ci voltiamo quasi con assurda leggerezza dinanzi alle creature che muoiono annegate nel mare Nostrum. Papa Francesco lo ha definito “una tomba per uomini, donne e bambini. Un mare così bello come il Mediterraneo – ha detto il Papa qualche giorno fa – è diventato questo, il luogo simbolico dell’ecatombe di tante persone che cercavano solo di sfuggire alle condizioni disumane delle loro terre”. Mentre l’umanità continua a perdere compassione per gli afflitti, a perdere capacità di giudizio e capacità di pensiero critico – adottando troppo spesso atteggiamenti ego e socio centrici – l’insensato pare vincere sulla ragione. La società dell’immagine ha rapito tutti. Affinché un gesto o una parola abbiano consenso bisogna pubblicizzare, pubblicizzare e ancora pubblicizzare. E’ necessario che tutti vedano quanto sia bianca la tua casacca. Ma la casacca non è bianca. Il bianco non è più un tono di questo mondo. Mentre intorno c’è metamorfosi, qualcuno mi racconta una storia. Una piccola storia di umanità che merita di essere raccontata. All’anomino benefattore deve essere costata qualche ora e un pò di sudore. In pochissimi la conoscono. Di certo i bambini di un quartiere di Sora. Da mesi i piccoli non potevano più trascorrere i pomeriggi nel parco giochi a pochi passi da casa. Un uomo, ha preso un decespugliatore e ha ripulito tutta l’area. Nessun fotografo, nessun giornalista a seguirne le gesta. Perchè…perchè è uno, perchè è solo, perchè qualcuno lo considera un “diverso”. Sì, è vero è diverso, è un uomo che vuole bene ai nostri bambini. Non ha rubato la scena a nessuno, non ha chiesto nulla per fare qualcosa a vantaggio della comunità. Ha regalato un sorriso a dei bambini che…sono solo dei bambini. Per me quel sorriso vale una notizia. Irene Mizzoni
