Anagni – Stazione ferroviaria, tristezza e angoscia per le persone in crisi

Irene Mizzoni
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L’episodio di ieri mattina, la morte di un uomo che ha sconvolto anche chi non lo conosceva, riaccende i riflettori sulle cause di una crisi che nessuno prova ad analizzare ed affrontare.

Le bombe pronte a deflagrare, difficilmente si riesce a disinnescare se nessuno si impegna a farlo. Le difficoltà nelle quali annaspano le famiglie, le incertezze nelle quali annegano le imprese, si palesano con episodi drammatici. I politici che, presi singolarmente, dimostrano di conoscere i mali d’Italia, una volta seduti sullo scranno dimenticano tutto, dedicandosi a cose futili ed inconcludenti. Dai massimi livelli istituzionali, al più modesto consigliere di paese, tutti concordano nella necessità di “disarmare” certi killer che, inesorabilmente, colpiscono a morte senza risparmiare nessuno ed alcunché. Le armi micidiali sono state fornite dai legislatori che, succedutisi in Parlamento, hanno sottoscritto e deliberato atti predisposti talvolta da chi è asservito a certi poteri. Questo ed altro, veniva espresso a gran voce ieri mattina dai pendolari che, per ore, hanno atteso lo sblocco del traffico ferroviario determinato dalla morte del poveretto di Colleferro. Qualcuna delle persone interessate, presterà orecchio alle preghiere che si levano dal Popolo? Jackal
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