I militari del Comando Stazione di Anagni, guidati dallo stesso Luogotenente Massimo Crescenzi, hanno proceduto a perimetrare e sequestrare numerose lastre di Eternit, contenenti il famigerato amianto.
L’operazione è stata effettuata all’interno di una piccola radura situata tra le ex discariche di Casermette e Radicina, all’ombra degli alberi ad alto fusto che segnalano l’inizio della Macchia (300 ettari). Il luogo era stato ispezionato appena il giorno prima, e lo scarico dei materiali altamente cancerogeni potrebbe quindi essere stato effettuato nella tarda serata di lunedì o alle prime luci di martedì. Nelle vicinanze della “discarica abusiva”, si notano cumuli di altri rifiuti (frigoriferi, piccoli elettrodomestici e soprattutto pneumatici di ogni dimensione), già oggetto di segnalazione agli uffici comunali che avrebbero dovuto provvedere alla loro rimozione. Sia i Carabinieri che i colleghi Forestali, nei giorni scorso hanno constatato la mancata ottemperanza alla espressa richiesta di rimuovere rifiuti pericolosi, soprattutto in zona industriale. La nuova amministrazione, anche alla luce delle pericolose inadempienze che potrebbero costare caro ai nuovi vertici, potrebbe rivedere addirittura i termini contrattuali della materia, evidentemente imperfetti. Non è una novità l’abbandono illecito e sconsiderato di rifiuti, e l’esigenza di provvedere al loro trattamento secondo la catalogazione e le specifiche dei componenti, trasforma operazioni semplicissime in questioni complicate ed onerose. Considerare la rimozione di rifiuti, addirittura delle innumerevoli micro discariche, azioni particolari da compensare in modo individuale ed anomalo, danneggia il territorio e le tasche degli anagnini. L’impegno dei Carabinieri e dei Forestali, e quello delle Guardie Ambientali, viene mortificato dalla inefficienza di chi, al contrario, accumula le pratiche sulla scrivania senza intervenire. Jackal
