Editoriale – Sora, l’amministrazione De Donatis continua a sbagliare… non ci resta che piangere!

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Inutili gli articoli delle penne amiche scritti per giustificare l’ingiustificabile. Politicamente ridicole le storie che descrivono “il paese delle meraviglie”, mentre la realtà fa apparire quanto raccontato dal sindaco “l’isola che non c’è”! Patetico il ricorso strumentale a coloro che, parlando senza dire e scrivendo senza capire, diventano come burattini nelle mani dell’astuto burattinaio.

Pezzi di un puzzle oramai noto a tutti, che dimostrano, una volta di più, lo zero assoluto (e non solo come reddito!  leggi qui) della peggiore amministrazione che Sora ricordi a memoria d’uomo. La verità, sotto gli occhi dell’intera città, è chiara e se, in giro, lo scempio è totale, dentro al palazzo la mediocrità e l’insufficienza acquisisce dimensioni stratosferiche, che danno vita solo ad “orrori”. Questo è il risultato della riorganizzazione tanto voluta (9 mesi di gestazione!) da De Donatis e dai suoi, questo è quanto sono stati capaci di fare. L’errore, commesso su due delibere presentate all’assise, ha fatto inorridire tutti, perché nessuno si è accorto di niente fino a quando Valter Tersigni, consigliere di opposizione, lo ha fatto notare. È stata bagarre e, per correggere, è stato sospeso il consiglio. Impossibile non rettificare! Questo è il cambiamento, tanto decantato da De Donatis e dai suoi! Così, se da una parte abbiamo due dirigenti, uno tecnico ed uno finanziario (costano ai sorani da 120 a 160 mila euro annui e sono stati scelti ad personam dal sindaco per le loro capacità!), che esprimono e sottoscrivono pareri di regolarità per atti sbagliati senza accorgersi di niente, dall’altra vediamo una città in ginocchio. Il progetto sulla strada dell’ospedale, appena appaltato, deve essere già variato. La storia del mattatoio resta un mistero. La scuola “d’oro” di Renzo Piano (6,8 milioni di euro per 8 classi) è una chimera. I lavori al Simoncelli ed al costone di San Casto sono un tabù. Per non parlare dei mutui che la maggioranza continua a contrarre, giocando a carta vinci e carta perdi, mentre Sora impoverisce sempre di più. E non dimentichiamo il museo completamente raso al suolo, la biblioteca in un limbo, l’asilo nido che ancora non sa di che morte deve morire e la collocazione della prima squadra di pallavolo. A tutto questo si aggiunge l’assurdo ed anticostituzionale comportamento dimostrato nei confronti della Petricca, contro la quale De Donatis, Bruni e Caschera si sono scagliati dimostrando tutta la loro nullità politica, mentre Lecce non appariva per niente imparziale, cosa di per sé gravissima. Di fatto il passaggio della consigliera in opposizione non è andata proprio giù ai big del gruppo di governo (sono quasi sempre loro che parlano, gli altri si limitano ad alzare la mano), perché chi non ci sta, chi non approva il loro modo di operare e vuole prendere le distanze da decisioni non condivise e comportamenti che non gli appartengono, deve essere annientato senza possibilità di difesa, tanto… meno parla e meglio è! Altro che democrazia! “Mi metto tutti in petto” De Donatis è un maestro in questo, peccato che dopo due anni è tutto chiaro e non infinocchia più nessuno. Tanto meno la gente che, avvelenata del “nulla cosmico” del gruppo di governo, lo accusa di incapacità di operare con lo spessore di un sindaco. Diciamo che “sindaco illuminato” si nasce e Roberto De Donatis non lo nacque. La sua scelta in merito ai soggetti da imbarcare sulla piattaforma è consequenziale e viene da sé. Simile chiama simile per la legge dell’attrazione. Questi sono oggi i signori che amministrano Sora e questi sono i risultati prodotti. Al popolo spetta giudicare. Alessandro Andrelli
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