Chiudiamo le analisi individuali sulla stagione della Virtus Cassino analizzando l’operato del direttore sportivo, Leonardo Manzari.
Il limite fra i sogni e la follia è spesso labile e confuso ma la Virtus Cassino è sempre riuscita a non sorpassarlo, ottenendo il risultato di trasformare in realtà il proprio sogno. Se i rossoblu sono riusciti nell’impresa di volare in Serie A2, larghissimi meriti sono da attribuire al direttore sportivo, il dott. Leonardo Manzari. Un uomo che si è buttato a capofitto nel mondo del basket avendo ben chiaro il proprio obiettivo, quello di portare la sua creatura nei quartieri più nobili del basket italiano. Il dottor Manzari si è tuffato in una vera e propria vasca di squali come è il mondo della nostra pallacanestro, non ne è uscito solamente indenne, ma da vero e proprio trionfatore. Secondo alcuni la sua società sarebbe durata pochi anni e, dopo essere partita in quarta, avrebbe fatto un grande botto. E invece la Virtus è ancora lì e si è spinta molto in alto, per questo deve ringraziare il suo deus ex machina, l’uomo che non è un semplice direttore sportivo ma cura, di fatto, qualsiasi aspetto della vita societaria. Una volta approdata in Serie B i detrattori pensavano che fosse necessario l’arrivo di un professionista del basket, invece Manzari, che di professione è un affermato otorinolaringoiatra, ha messo nel sacco tanti vecchi volponi del basket italiano. In estate ha confermato Panzini, Petrucci, Bagnoli e Del Testa, poi ha preso il semi sconosciuto Cena e ne ha fatto la miglior ala forte del campionato, infine ha dato ancora fiducia a Carrizo, vedendosi ripagato alla grande. Poi l’infortunio di Bagnoli e l’addio di Sergio, due situazioni affrontate e risolte alla perfezione con l’ingaggio di Bini, un ottimo giocatore di sistema che si è integrato immediatamente. In barba a chi aspettava solamente qualche suo passo falso per criticarlo, il dottor Leonardo Manzari da sette anni a questa parte non ha sbagliato un colpo e ora, più di tutti gli altri, festeggia la promozione della sua Virtus in Serie A2.
Voto: 10 Roberto Caporilli