Il Direttore generale del Frosinone, Ernesto Salvini, ha parlato della promozione in Serie A della società giallazzurra.
Ecco le sue dichiarazioni, rilasciate al quotidiano Tuttosport. “Ho numerosi amici a Palermo e mi dicono che non sono contenti delle iniziative del loro club. Voglio ricordare che nei playoff della scorsa stagione, durante la sfida col Carpi ci fu una palese violazione dell’articolo 37 del regolamento: un loro giocatore uscì dal campo senza il consenso dell’arbitro, in contrasto evidente con il suo allenatore, andò negli spogliatoi poi fu convinto a rientrare in campo e tornò a giocare. L’arbitro non prese provvedimenti. C’erano tutti gli estremi per un nostro ricorso, ma noi non aprimmo bocca e accettammo il verdetto del campo, cioè la sconfitta. Quello cadetto, per me, è il campionato più bello. Ovviamente tutto è migliorabile. Forse 22 squadre sono troppe come 20 in A. Ho fatto l’allenatore per un breve periodo. Per orgoglio personale ho preso il patentino ed ho pure guidato la rappresentativa del comitato regionale del Lazio. Esperienza impagabile: ho imparato a conoscere i giovani ed ho capito come ci si deve comportare con un tecnico. Penso che un dirigente completo debba saper dialogare con il proprio allenatore con criterio e conoscenze. Quanto vale questa promozione del Frosinone? Almeno il doppio di quella di tre anni fa. La volta scorsa eravamo un gruppo di incoscienti con grande carattere ed entusiasmo, partiti con l’ambizione di salvarsi e che, dopo tante battaglie, si sono ritrovati in Serie A. Quest’anno, invece, il nostro obiettivo dichiarato era proprio la promozione. Tre anni fa la promozione fu così inaspettata che il nostro presidente volle dare a tutti i protagonisti di quella cavalcata la possibilità di giocarsela anche nella categoria superiore. Stavolta sarà diverso perché in Paradiso vorremmo rimanerci, c’è un progetto. Per me i rapporti umani e professionali sono fondamentali. Sarà un dolore dover procedere a radicali cambiamenti della rosa. Ma è cosa che va fatta. Sono consapevole di perdere figli, fratelli, amici cari ma per il bene della società e anche per la loro carriera seguiremo questa strada seppur dolorosa. Dovremo individuare buoni giocatori con esperienza della Seria A. Gente che abbia voglia di accettare la nostra sfida, che venga qui con entusiasmo. Parleremo con il nostro tecnico, Longo, persona preparatissima e con i responsabili del mercato, seguiremo le loro indicazioni e poi agiremo. Vogliamo puntare anche su alcuni giovani che abbiamo in casa. Il Frosinone dovrà essere in grado di dare fastidio a tutti. Tre anni fa il 60% di ciò che incassammo dalle televisioni fu destinato ai lavori per migliorare le nostre strutture e allo stadio. Quest’anno una parte sarà ancora investita nelle infrastrutture, una parte nel settore giovanile e una parte finirà alla voce ingaggi. Stiamo crescendo e in A vogliamo rimanerci“. E.P.
