In un lungo post sui social l’Armata Volsca Volley dichiara “di sospendere il tifo organizzato fino al rientro a Sora”.
A volte – si legge sulla pagina facebook ufficiale dell’Armata – ci chiediamo se si può fare di più o fare meglio di quello che già si è fatto. Ad oggi, noi non possiamo rimproverarci niente. Noi, che in due anni ne abbiamo passate tante. Noi, che siamo attaccati visceralmente alla nostra città e ai nostri colori, vediamo ancora all’orizzonte la possibilità di non giocare a Sora il prossimo campionato di Superlega: questa eventualità logora ancora di più una situazione che ci vede privi di forze e ci prospetta un futuro incerto. Il tutto contornato da un atteggiamento ostile, in questi due anni, da parte della società, la quale ha privilegiato persone al di fuori delle nostre mura, senza avere per noi alcun riconoscimento. Dal momento che chi ci è stato SEMPRE ha pagato SEMPRE come chi era “occasionale”, ci chiediamo: questa è la distinzione che si fa nel riconoscere chi incita sempre dopo più di 20 sconfitte? Poi, vedere in questo momento delicato esprimere apprezzamenti un po’ troppo colorati su altre compagini sportive, ci ha fatto riflettere a fondo sul fatto che vorremmo una società più vicina alla nostra città, una società più legata al territorio e ai propri tifosi, quelli che ci sono sempre stati, anche con animi e pensieri contrastanti. Per questi motivi, laddove ci dovesse essere veramente la possibilità di emigrare a Veroli, cosa che nostro malgrado abbiamo capito dovrà essere solo ufficializzata nei prossimi mesi, e altresì vero che questa decisione non è una scelta della società ma ma una forzatura purtroppo dovuta dalla capienza del Palapolsinelli, che non rientra nei parametri di numero di posti abbligatori dai nuovi regolamenti dalla Lega, l’Armata Volsca Volley Sora prende la decisione, dopo aver ascoltato i pensieri delle diverse anime del gruppo e aver trovato il giusto equilibrio e compattezza, di sospendere il tifo organizzato fino al rientro a Sora. Ciò significa che ogni persona – e ribadiamo ancora una volta come portare persone, giovani e meno giovani, al fine di farle avvicinare ed appassionare a questa realtà non è cosa da poco, soprattutto se ci si deve autofinanziare, nella speranza tempi migliori – sarà libera, e sottolineiamo LIBERA, di andare dove vuole, ma ci teniamo a precisare che vessilli, maglie e bandiere verranno riposti nel cassetto, per essere riutilizzati, se Dio vuole, nel palazzetto della città che culla i nostri valori e le nostre origini…il nostro non è un attacco. Tutti devono capirlo. Ma un invito a riflettere bene. Attesa la risposta da parte della società di volley.
