Le analisi individuali della stagione virtussina proseguono con Simone Bagnoli.
Il centro della Virtus si è confermato anche quest’anno fra i migliori, se non il migliore in assoluto, nel suo ruolo. La sua stagione è iniziata nel peggiore dei modi, con un infortunio in pre-campionato che l’ha tenuto lontano dal parquet per diversi mesi, senza contare il fisiologico periodo necessario a ritrovare la forma migliore, soprattutto per uno della sua stazza. Il giocatore toscano però è arrivato al meglio nel momento più importante della stagione, tanto è vero che le sue cifre sono lievitate nei playoff, durante i quali ha messo a segno 6 punti di media in più rispetto alla regular season. Il suo apporto però non si misura solo dal tabellino e nemmeno con la miriade di rimbalzi che raccoglie, ma anche con il lavoro di intimidazione che svolge all’interno dell’area. Avere un totem di questo calibro sotto il proprio canestro rappresenta una sicurezza per i compagni e un ostacolo difficile da aggirare per gli avversari. Anche a Montecatini è stato decisivo, nonostante i problemi di falli gli abbiano consentito di rimanere in campo meno rispetto al solito. Gli avversari lo hanno attaccato costantemente per costringerlo a spendere falli, a dimostrazione del fatto che anche gli allenatori avversari lo hanno riconosciuto come una pedina (anzi, una torre) fondamentale nello scacchiera rossoblu. Era rimasto a Cassino per riscattare la brutta prestazione nella serie di semifinale dello scorso anno contro Napoli, si è ripreso tutto con gli interessi.
Voto: 9
Roberto Caporilli