Acuto – Un uomo coinvolto nell’operazione “Lethal Weapon”

Anna Ammanniti
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Questa mattina la Squadra mobile di Enna, con l’operazione “Lethal Weapon”, ha scoperto un traffico illecito di armi acquistate per corrispondenza dalla Polonia. Indagato anche un ragazzo di Acuto (Fr), per l’acquisto di un’arma ad aria compressa con potenza superiore ai limiti consentiti dalla legge italiana e considerate, quindi, armi da fuoco.

I poliziotti di 48 Squadre mobili, coordinate dal Servizio centrale operativo, hanno effettuato in diverse località italiane 78 perquisizioni, indagando altrettante persone per il reato di acquisto di armi per corrispondenza e detenzione illegale di armi comuni da sparo e armi clandestine. La Squadra mobile di Frosinone ha eseguito una perquisizione ad Acuto, trovando un trentenne del posto, in possesso di una di queste armi ad aria compressa. Gli indagati, avevano acquistato online, tra il 2016 e 2017, da un sito polacco, le armi ad aria compressa. Le indagini iniziarono a settembre 2016 da una notizia arrivata agli agenti della Squadra mobile e della Polizia postale di Enna, circa un uomo residente nella provincia che aveva acquistato svariati prodotti da negozi online, fornendo dati di pagamento di carte di credito risultate clonate. Nella perquisizione domiciliare dell’uomo, i poliziotti trovarono altra merce di provenienza illecita, per lo più acquistata online, tra cui un fucile ad aria compressa di fabbricazione turca, completo di munizionamento, ed un cannocchiale di precisione per fucile, il tutto acquistato presso una società avente sede in Polonia. L´arma mancante dei requisiti di legge per la sua introduzione nel territorio nazionale, risultava clandestina. L´uomo venne arrestato per i reati di ricettazione di merce provento di truffa e detenzione di arma clandestina. L’arma acquistata da un sito polacco era arrivata in Italia tramite corriere. Con l’aiuto dell’Autorità giudiziaria polacca, che ha fornito 81 fatture di acquisto di armi, le Squadra mobile di Enna e delle altre province hanno identificato gli acquirenti residenti in Italia attraverso un complesso lavoro di incrocio dei dati delle fatture con le Banche dati della Polizia, nonché di quelle contenenti dati fiscali e gli uffici anagrafe dei comuni interessati. In particolare, nel corso delle indagini, la Squadra mobile di Rimini ha trovato un vero e proprio poligono privato nel giardino di casa di un indagato, oltre a 15 fucili ad aria compressa, tutti dotati di mirino ottico. Complessivamente, sono state eseguite 78 perquisizioni, identificate oltre 90 persone coinvolte, denunciati 78 acquirenti e sequestrate 92 armi, di svariati modelli e di fabbricazione straniera. Anna Ammanniti  
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