Diede mandato a due giovani di Aquino e Strangolagalli di incendiare le auto del Comandante della Stazione dei carabinieri di Ceprano, il Luogotenente Bruno Falena. Per il 63enne coinvolto nella vicenda del 2011, è stato rigettato il ricorso in Cassazione contro la sentenza di tre anni di reclusione. La condanna è stata dunque confermata anche nell’ultimo grado di giudizio.
Si è dunque concluso l’iter processuale, dopo la sentenza di primo grado del Tribunale di Frosinone, confermata poi anche dalla Corte d’Appello di Roma. A questo punto per l’uomo di Ceprano la condanna è definitiva. I fatti risalgono alla nottata tra il 18 e il 19 novembre, con il 63enne che pagò due giovani per far incendiare le auto di Bruno Falena. Il movente una ritorsione dopo che il militare gli aveva sequestrato delle armi. Ora il 63enne condannato dovrà anche affrontare la procedura civile. In seguito ai fatti del 2011, infatti, la moglie di Bruno Falena ebbe un ictus con conseguenti gravi problemi di salute. Fatto, questo, che sarà al centro di una richiesta di risarcimento. (foto di repertorio) CAP
