(di Alessandro Redirossi) Si sa che le cose “a braccio”, last-minute, spontanee o improvvisate che siano, sono le più belle. I concetti di organizzazione e programmazione ferrea a volte tolgono la naturale magia dalle cose. E’ forse per questo che a Frosinone il Festival dei Conservatori, meritoriamente introdotto dall’amministrazione Ottaviani, non viene organizzato qualche mese prima, con largo anticipo?

Da 6 anni ormai la kermesse musicale, in cui si sfidano diversi Conservatori italiani (e anche europei) è un’istituzione. Quindi si sa per certo che, a luglio di ogni anno, cascasse il mondo, il Festival si farà in piazzale Vittorio Veneto, con apprezzabili presenze di pubblico. Se a Sanremo
direttori artistici e conduttori sono noti molti mesi prima della manifestazione, a Frosinone – per quanto riguardo i servizi organizzativi – vince il modello “last minute”.
Nel
2017 il bando pubblico del Comune per individuare i privati chiamati a organizzare le 13 serate del Festival fu pubblicato
a fine giugno. Tempo per le offerte una settimana. Costo dell’organizzazione (a carico dal Comune e da versare al privato) circa
100mila euro. Apertura delle buste a pochi giorni dal via all’evento. Arrivò una sola offerta. Per fortuna il Festival andò bene e fu in fin dei conti ben organizzato. Ma dall’
opposizione (Stefano Pizzutelli in particolare) arrivarono delle domande: perché il bando non viene fatto molto prima? Ciò non agevolerebbe la partecipazione di più privati al bando, producendo probabilmente più offerte, più ribassi e più risparmi per l’amministrazione? Non darebbe più respiro all’organizzazione dell’evento?
Quest’anno il Comune si era mosso poco prima del Festival, ma non proprio “last minute” come nel 2017.
A fine maggio era stato pubblicato il bando per affidare l’organizzazione del Festival. Dopo le polemiche dell’anno scorso i costi erano stati anche abbassati a
65mila euro. Per
una manifestazione di 16 serate a partire dal prossimo 5 luglio. Insomma, costi più contenuti e un pizzico in meno di “brivido” sui tempi.
Pochi giorni e lo scenario cambia di nuovo, completamente.
Il Comune annulla il bando di gara appena pubblicato. Perché? Pare sia spuntata una
“collaborazione sperimentale” con il Conservatorio Refice del capoluogo, che si impegnerebbe ad assicurare durante il Festival alcuni servizi didattici e artistici che erano stati inseriti nel bando di gara. Il resto dei servizi collegati all’organizzazione del Festival saranno, in base agli atti comunali, assicurati attraverso gestione diretta del Comune o “affidamenti diretti in economia” a privati. Che significa? La parte di Festival non organizzata dal Conservatorio verrà curata o direttamente dagli uffici comunali oppure con piccoli affidamenti diretti ai privati individuati dall’Ente (
sotto i 40mila euro non serve un bando pubblico di gara). Tutto a meno di un mese dal Festival. Che si farà, andrà bene e regalerà sicuramente bei momenti al centro storico. Ma il brivido estivo del “last minute” vince sempre. Lo sanno bene anche le agenzie di viaggio.
Alessandro Redirossi