Le parole dell’allenatore giallazzurro ai microfoni di Sky Sporto dopo l’1-1 tra Cittadella e Frosinone.
“Potevamo vincere – dichiara Longo – perché abbiamo concesso poco, solo qualche occasioni su palle inattive e rimesse, comunque il pareggio sui 180 minuti è un ottimo risultato. Sono contento perché la squadra ha dimostrato di essere viva per spirito di sacrifico, abbiamo fatto una partita importante sotto l’aspetto tattico, il Cittadella ha creato molto meno del solito. Non potevamo accettare il 2 vs 2 con i loro attaccanti, per questo ho scelto la difesa a tre che ha tolto loro profondità. I ragazzi fatto quello che avevo chiesto, domenica serviranno altri 90 minuti con lo stesso livello di attenzione e intensità”.
Successivamente l’allenatore deve tornare sulla gara con il Foggia: “Certe situazioni non si cancellano mai, quando sfiori un risultato devi far tesoro degli errori e trasformare il tutto in energia positiva per riscattarsi da quel finale diabolico. Perché diabolico? A volte il destino si accanisce, non meritavamo di subire quella rete, ci sono state delle ingenuità da parte nostra ma non si voleva commettere un errore del genere, di certo io non ho detto di attaccare in 10. Mi piacerebbe inserire il timeout perché ci sono momenti in cui non riesci a cambiare la partita dalla panchina, istanti in cui la squadra entra in trance agonistica.
Adesso comunque bisogna avere la forza di pensare positivo e andare avanti con coraggio, così potremo ritagliarci uno spazio importante nei playoff.
Poi Longo ha aggiunto elementi alla sua analisi del match con il Cittadella: “Loro sono abili nella costruzione, usano il rombo sempre con distanze ottimali, stanno molto corti e attaccano in profondità, abbiamo eliminato sia questa opzione sia il gioco fra le linee. L’unica cosa che non mi è piaciuta è l’atteggiamento dopo il gol subito, per un attimo ci siamo persi abbassando la testa. Nell’intervallo ho chiesto di continuare l’ottima gara fatta nei primi 40 minuti perché quell’episodio non doveva farci uscire dalla partita”.
Roberto Caporilli
