Frosinone – Domani l’inaugurazione della mostra “Tèras”

Alessandro Andrelli
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Mostra d’Arte Contemporanea Tèras ( mostro) l’inaugurazione venerdì 8 giugno ore 18. In esposizione : Giuseppe de Gregorio, Nazareno de Santis, Luca Grossi.

La deformità ancora oggi nella cultura popolare è associata a comportamenti morali riprovevoli : un pregiudizio che sembra tramandato dall’antica società greca del V secolo a.C. dove il principio del ” Kalòs kai agathòs ” ( del bello e del buono ) contrassegnava invece l’ideale di perfezione fisica e morale dell’uomo. Una deformità come simbolo della malvagità. La nascita del “mostruoso” , secondo la visione greca, avveniva come punizione divina inflitta a quelle famiglie che si macchiavano di ” ὕβρις ” ( hýbris ), trasmettendola di generazione in generazione. Il tema della mostra in questione affronta la problematica di tutto ciò che viene apparentemente considerato ” contro natura “, diverso, estraneo a quel pre-concetto di cui ogni essere umano usufruisce per poter proseguire secondo schemi a lui imposti. Il metro di giudizio che ogni individuo deciderà di perseguire nel corso della sua vita può essere a lui dettato da innumerevoli fonti : siano di origine politica, culturale, religiosa o propria del suo essere un “io pensante “. Ci troviamo di fronte ad una grande trasposizione temporale del termine ” tèras ” ( mostro ) ed in particolare volendo dare ad esso una valenza non estremamente negativa ma che abbia un fine diverso : da punizione divina a rinascita spirituale, andando più nello specifico del ” genio creativo “. Ci imbatteremo in quello che può essere definito il risultato finale del percorso dei tre artisti in mostra, affrontato tramite una costante lotta con questo mostro insediato nella loro anima. Diversità. Diversi da cosa? Diversi da chi? Diversi da tra di loro, diversi anche da se stessi, da ciò che erano prima di affrontare il loro Teras e ciò che erano destinati ad essere e creare. Il caos si insinua lentamente dentro, un caos che fa da casa al ” mostro “. Cerchiamo inizialmente di combatterlo ma gli sforzi sono inutili. Stiamo combattendo contro di noi. Noi siamo il mostro. Noi siamo quel qualche cosa che non conosciamo, che troppo spesso ci fa sentire impotenti ed incapaci. Imparare a riconoscere la diversità, dare spazio a quest’ultima e diventare parte fondamentale di essa, di questo nostro nuovo sentire ed essere. Questo è ciò che accomuna i tre artisti in questione Diversi tra di loro dal punto di vista stilistico o concettuale ma uniti da una comune battaglia. Le opere presenti in mostra incarnano la fine contemplando un nuovo inizio. La capacità di plasmare questo loro nuovo “ io “ pensante, tramutandolo in materia, in colore, rendendolo immoratale su di una tela. Valentina Lilla
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