Una strana e melmosa scia marrone sul Liri ieri pomeriggio ha messo in allarme la città. Moria di pesci e odori nauseabondi gli aspetti che hanno destato maggiore preoccupazione. Informati dei fatti vigili urbani e polizia che avrebbero richiesto l’intervento della ARPA Lazio che dovrebbe verificare la natura delle strane sostanze nel corso d’acqua. Nella mattina dello stesso giorno, 1 giugno, era iniziata la pulizia delle acque del fiume Liri in località Valfrancesca.
La Conca di Sora nella giornata di ieri ha provveduto alla rimozione dei liquami la cui presenza ha portato, lunedì scorso, alla chiusura degli impianti per l’intero agro sorano e le zone alte di Isola del Liri e Castelliri. Nonostante non ci siano correlazioni confermate tra la riapertura dello sbarramento mobile di Valfrancesca e lo strano cambiamento delle acque del Liri, molti hanno associato i due fenomeni. Saranno le forze dell’ordine e i risultati delle analisi chimiche a sciogliere ogni dubbio. Intanto il Consorzio di Bonifica ha diffuso un comunicato stampa per descrivere l’intervento di pulizia effettuato ieri. “Nel tardo pomeriggio di ieri, dopo dodici ore di lavoro, – si legge nella nota – gli operai del consorzio di bonifica Conca di Sora hanno completato le operazioni di recupero e smaltimento dei fanghi, di origine sconosciuta, che galleggiavano sul fiume Liri in corrispondenza dello sbarramento mobile di località Valfrancesca. Il consorzio, non appena avuta notizia dello sversamento, aveva sospeso in via precauzionale il servizio irriguo, segnalando la presenza della chiazza ad Arpa Lazio, ai vigili urbani, al sindaco di Sora e al comando dei carabinieri forestali. Le squadre del Conca hanno recuperato e avviato a smaltimento oltre 50.000 litri di fanghi. Concluso l’intervento, il consorzio ha proceduto alla riapertura della paratoia di Valfrancesca, ripristinando il servizio irriguo a beneficio delle tante aziende agricole di Sora, Castelliri e Isola del Liri che già in serata, in condizioni di assoluta sicurezza, hanno potuto irrigare le coltivazioni. L’inquinamento ha causato una moria di pesci che sono stati trasportati a valle della corrente”. Ricordiamo che in un comunicato stampa precedente il Consorzio di Bonifica aveva spiegato che il servizio sarebbe stato “ripristinato solo dopo l’esito delle analisi chimiche e comunque solo quando sarà scongiurato ogni minimo, eventuale rischio che la chiazza possa contenere sostanze inquinanti e nocive“. Ad oggi, però, ancora non sono stati resi noti questi risultati. La vicenda ha suscitato molte reazioni tra i cittadini soprattutto sul web, polemiche a non finire sull’inquinamento del Liri che da alcuni è stato addirittura paragonato al fiume Sacco. C’è da dire che non è la prima volta che il fiume preoccupa per improvvisi cambi di colore, presenza di schiuma e moria di pesci. Si attendendo, quindi, i risultati delle analisi per far luce sulla situazione, soprattutto per scongiurare ogni eventuale pericolo sul piano ambientale e della salute. FraM
