Piedimonte – Presunti brogli elettoriali, indagata anche una donna

Angela Nicoletti
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L’onda investigativa che in queste settimane sta travolgendo Piedimonte San Germano non si ferma. Gli indagati per i presunti brogli elettorali salgono a quattro. A finire nel mirino del magistrato titolare del fascicolo, il sostituto procuratore Roberto Bulgarini Nomi, è stata una donna che deve rispondere del reato di ‘false dichiarazioni al pubblico ministero’.

Secondo le indiscrezioni trapelate si tratterebbe della moglie di uno dei due rappresentanti di lista della compagine ‘Azione Comune – Urbano sindaco’. La signora, ieri pomeriggio, è stata ascoltata dal pubblico ministero e dagli investigatori del commissario di Cassino: durante le fasi d’audizione si sarebbe contraddetta più volte. Un atteggiamento reticente e per certi versi incomprensibile che ha indotto il magistrato a prendere provvedimenti. Nelle scorse settimane a finire sotto la lente d’ingrandimento della Giustizia erano stati il responsabile dell’ufficio elettorale, Luigi Spirigliozzi, difeso dall’avvocato Francesco Malafronte, e due rappresentanti di lista interrogati sempre dal magistrato e che avrebbero rilasciato dichiarazioni discordanti con la realtà dei fatti. Ieri pomeriggio con l’interrogatorio della donna è stato inserito, dal personale della Polizia di Stato, un ulteriore tassello nell’intrigato quadro probatorio. Perché la vicenda ha iniziato ad assumere contorni inquietanti e direzioni che potrebbero portare a clamorosi colpi di scena così come, a repentini cambiamenti nella formulazione dei capi d’imputazione fino a questo momento contestati. La reticenza è un reato. E il magistrato Bulgarini Nomi, su questo aspetto, intende applicare la Legge fino in fondo. ang.nic.
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