(di Irene Mizzoni) Stamattina sono state decine le famiglie rimaste con i sacchi dell’immondizia sotto casa. Sacchi neri chiusi, pieni di indifferenziata. La spiegazione della mancata raccolta, in un breve biglietto anonimo: “Si comunica che il materiale separato per tipologia va conferito negli appositi contenitori consegnati. Si ribadisce che il materiale in eccesso va depositato presso l’eco centro”. Per un attimo la rabbia è salita. L’indignazione, quella che rende intrattabili, per un istante ha preso il sopravvento come succede ogni volta che ci parlano di rifiuti. Aumenti, bollette da capogiro, il miraggio della tariffa puntuale, la Saf, l’immondizia di Roma e poi un paradosso.
Una certa politica non lo dice, ma sapete quale pare che sia il principale problema dell’impianto Saf? <<La mancata riconversione della struttura in un’azienda in grado di trattare i rifiuti differenziati e non soltanto la raccolta indifferenziata>>. Sono parole pronunciate qualche tempo fa dal sindaco della città capoluogo. La questione è stata trattata anche da una inchiesta televisiva (Report – Girano le Ecoballe) ma ancora oggi non tutti i cittadini hanno compreso bene quale sia l’inghippo a Colfelice. Fatto è che a casa nostra, Sora per intenderci, qualche operatore addetto alla raccolta ha decretato che siamo responsabili di un errore. Oggi non è successo soltanto ad una famiglia ma a decine e in diversi quartieri della città. Per carità, fanno il loro lavoro e se c’è un errore, è bene non obiettare. Però, bisogna comprendere la rabbia da rifiuto che si scatena quando nella cassetta delle lettere troviamo le bollette o ci dicono che non si può far altro che aumentare le tasse. Possibile che oltre a pagare dobbiamo pure tenerci l’immondizia sotto casa? Ma non ci era stato detto che, se avessimo contribuito a differenziare, ci avrebbero lasciato in tasca preziosi danari? A chi andiamo a chiedere spiegazioni, se in Comune non c’è mai nessuno? Potrebbe dare qualche spiegazione alla città l’assessore Fausto Baratta. Se non gradisce farlo ora che è comodamente seduto su una poltrona, ricordate che prima o poi, verrà a casa a chiedervi un sostegno. A quel punto, la rabbia da rifiuto verrà a lui.
