Le persone con problemi alla retina sono in aumento anche nel Lazio e vivono male la cronicità della loro malattia.
Coloro che hanno la maculopatia degenerativa senile e la retinopatia diabetica vorrebbero vivere pienamente la propria vita anche quando la malattia non consente di avere una vista dettagliata, di riconoscere spesso i visi, di usare i cellulari e i computer e di leggere i messaggi e le mail. Al fine di trovare nuove risposte alle loro necessità, aziende, medici e pazienti si sono seduti intorno a un tavolo in occasione del convegno “Eyennovation – building a new vision”, promosso da Novartis, e hanno convenuto che la prima esigenza di chi ha una maculopatia è quella di sentirsi parte integrante di un percorso di cura che possa pianificare al meglio i tempi e i modi per ottenere la massima efficacia dai trattamenti e i migliori risultati dai controlli. In quest’ottica i Centri di Riabilitazione Visiva della Regione acquisiscono importanza. Alla loro porta le persone con problemi alla retina dovrebbero bussare il prima possibile per usufruire di servizi e competenze in grado di sfruttare il residuo visivo e far riprendere attività come la lettura e i propri hobby. Indispensabile resta tuttavia la prevenzione. Sulle maculopatie si può giocare d’anticipo con una sana alimentazione che apporti antiossidanti, vitamine e omega-3, con corretti stili di vita e con visite oculistiche più frequenti dopo i 50 anni d’età soprattutto se si ha un famigliare con lo stesso disturbo. In allegato le immagini di copertura e l’intervista audio e audio – video a: dottoressa Stefania Fortini, vice direttore del Polo Nazionale Ipovisione di Roma – (IAPB) – sezione Italia onlus. (fonte: comunicato stampa)
