Vallecorsa – Molestie telefoniche nei confronti di un ex dipendente, assolto imprenditore

marfst
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Questa mattina, avanti il Tribunale di Cassino, si è svolta l’udienza del processo a carico di un imprenditore frusinate, imputato del reato di molestie telefoniche, in quanto secondo la Procura era l’autore delle centinaia di telefonate che un camionista di Pico aveva ricevuto nell’arco temporale di un mese, avvenute anche e soprattutto nelle ore notturne.

I fatti risalgono alla primavera dell’anno 2015, quando un camionista, ex dipendente della società di cui era legale rappresentante l’imputato, si vede costretto a rivolgersi all’Autorità Giudiziaria per denunciare le gravi molestie telefoniche che, da circa un mese, stava subendo, da parte di un soggetto che, oscurando il proprio numero, stava letteralmente tempestando di telefonate il malcapitato camionista, svegliandolo in piena notte. A seguito della denuncia del cinquantenne di Pico, l’Autorità Giudiziaria, attraverso la Polizia Postale, era riuscita ad individuare il numero telefonico dal quale partivano le telefonate moleste indirizzate alla persona offesa; in particolare, il numero individuato faceva capo ad una importante società di trasporti con sede in Frosinone, conseguentemente, il legale rappresentante di quest’ultima, venne denunciato quale autore delle telefonate moleste, configurandosi, secondo l’accusa una sorta di responsabilità per i fatti accertati, avuto riguardo anche al fatto che la persona offesa aveva lavorato per diverso tempo alle dipendenze della società di cui era legale rappresentante l’imputato. Stamani, avanti il Tribunale di Cassino, si è proceduto alla discussione finale, durante la quale, i difensori dell’imputato, Avv.ti Emanuele Carbone e Giampiero Vellucci, hanno chiesto l’assoluzione del proprio assistito, con la formula di rito, per non aver commesso il fatto, in quanto, secondo i predetti difensori, il fatto che fosse stato individuato il telefono dal quale fossero partite le telefonate moleste non era sufficiente ad affermare la responsabilità penale dell’imputato, mancando la prova in ordine al reale autore delle chiamate. Il Tribunale, nonostante la richiesta di condanna del Pubblico Ministero, nonché la richiesta di risarcimento danni avanzata dalla parte civile, dopo una lunghissima camera di consiglio, ha assolto l’imprenditore frusinate, con la formula per non aver commesso il fatto, condividendo in pieno la tesi sostenuta dai due penalisti, Avv.ti Emanuele Carbone e Giampiero Vellucci.
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