Questa mattina si è svolta allo stadio Ariola di Cave, la partita tra la Cavese e Città di Anagni valida per il campionato di Eccellenza. Giornata di sport, rovinata dai gesti violenti di alcuni tifosi locali.
L’ennesima triste pagina di sport si è consumata nella giornata di oggi. Numerosi tifosi locali, non soddisfatti del risultato della partita e soprattutto irritati dall’esultanza dei dirigenti e familiari dei calciatori biancorossi, al triplice fischio finale dell’arbitro, avrebbero aggredito gli ospiti, dapprima con le offese verbali e poi passando alle mani. A farne le spese anche il giornalista Francesco Mancin della Gazzetta Regionale. Il cronista sugli spalti stava svolgendo il suo lavoro, quello di informare, quando all’improvviso alcuni tifosi lo avrebbero accerchiato dandogli uno schiaffo e intimando di non filmare ciò che stava accadendo sulla tribuna e in campo. Sulla pagina Facebook della società Cavese, poco fa il comunicato della stessa, che si dissocia da ciò che è accaduto al giornalista. La redazione del tg24 intende esprimere piena solidarietà al collega Francesco Mancin, aggredito dal gruppo di tifosi. Oltre all’aggressione al giornalista Mancin, il clima si era presentato già abbastanza duro nei confronti della società anagnina, dall’arrivo allo stadio. Era stato negato l’accesso alla tribuna, nonostante il pagamento del biglietto, ed è stato subito necessario l’intervento delle forze dell’ordine per permetterne l’accesso sugli spalti. Poi al fischio finale dell’arbitro si è scatenato l’incredibile. I tifosi di casa innervositi dall’esultanza degli ospiti, li hanno aggrediti. Non soddisfatti, alcuni di loro sono entrati nell’area gioco. È stato evitato il peggio grazie al tempestivo intervento della Polizia. La squadra del Città di Anagni, è stata scortata dalla Polizia e dai Carabinieri, fino al casello autostradale di Valmontone. Un’altra pagina di sport da dimenticare, soprattutto da parte degli stessi ragazzi che hanno giocato, con il solo spirito di divertirsi. (foto web) Anna Ammanniti
