Le anomale macchie marroni comparse sui muri e monumenti di Ferentino nell’ultimo fine settimana, si sono lasciate dietro una serie di polemiche e chiacchiericcio. In particolare il consigliere comunale Maurizio Berretta è sembrato piuttosto colpito dal fenomeno, che sarebbe stato cagionato da un diserbante.
Oggi in realtà Berretta ha protocollato una interrogazione in merito, indirizzata al sindaco Pompeo e alle Soprintendenze di competenza. «Presumibilmente nella prima settimana di aprile, la ditta affidataria del servizio pubblico di “Diserbo manto stradale”, ha effettuato una presunta azione d’impiego di diserbante nel centro storico. Tale impiego ha prodotto evidenti danneggiamenti a beni tutelati di valenza storica: chiese, piazze, palazzi, strade, monumenti, luoghi pubblici e privati, con evidente deturpamento e imbrattamento. Quali azioni intende intraprendere il Comune per il ripristino dello stato dei luoghi?». Questo uno dei quesiti che Berretta ha posto al primo cittadino. E’ di ieri invece la replica del sindaco Pompeo al primo intervento critico di Berretta: «Ho preso visione dell’invettiva del neo “archeologo” ferentinate, rispetto al prodotto utilizzato per eliminare l’erba dai monumenti della città da parte della ditta incaricata e non dalla Giunta, come lo stesso “archeologo” riferisce. Senza voler scendere al suo livello, ci tengo a chiarire che la ditta ha utilizzato un prodotto naturale, proprio per tutelare i nostri monumenti».
