EDITORIALE – Frosinone, ora è la sagra delle ovvietà. Con lo Spezia, però, è una finale

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E’ difficile, ma nulla è perduto. La situazione è complessa, ma ancora niente è stato deciso.

Frasi che profumano di sagra delle ovvietà, ma che rappresentano al meglio il momento che sta vivendo il Frosinone. La sconfitta di Parma di ieri pesa. Pesa per la classifica, pesa per la testa dei calciatori e dell’intero ambiente giallazzurro, pesa anche per quei calcoli assurdi per la classifica avulsa: tipo scontri diretti, differenza reti ecc. Ritiro nel blindato “Mancini Park Hotel” di Roma e silenzio stampa. Vecchia ricetta di un calcio di qualche tempo fa, che potrebbe essere salutare per questa squadra. La piazza esige a chiare lettere: responsabilità. Una responsabilità che fa rima con attaccamento alla maglia e sudore. Perché ci può stare, anche, la sconfitta; ma non l’atteggiamento con il quale Dionisi e compagni sono scesi in campo al “Tardini”. Quello è inammissibile per una compagine che può e deve fare molto di più. Sabato allo “Stirpe” sarà di scena uno Spezia che ha voglia di play-off. Una squadra, quella ligure, fastidiosa; provate a chiedere all’Empoli che ci stava per rimettere le penne contro Gilardino e compagni. Insomma un match che deve esser visto come una finale; da parte di tutti eh, nessuno escluso.   Nunzio Danilo Ferraioli
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