Vallecorsa – Omicidio Capirchio, investigatori a caccia dei complici

Irene Mizzoni
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Omicidio Capirchio, investigatori sulle tracce dei complici. Da circa due mesi stanno indagando su alcuni elementi raccolti dai carabinieri del Ris, i quali avrebbero raccolto un Dna diverso da quello di Michele Cialei, il pastore di 52 anni detenuto in carcere con l’accusa di omicidio con premeditazione ed occultamento di cadavere.

Tracce inequivocabili circa la presenza di altre persone sul luogo del delitto. Le stesse che avrebbero aiutato l’omicida a caricare il corpo sulla sua vettura ed a trasportarlo poi in località Ambrifi in territorio di Lenola. Da alcune indiscrezioni trapelate sembra che sembra che si stia seguendo una pista ben precisa che porterebbe al coinvolgimento di un parente stretto del pastore arrestato. Il comandante provinciale dei carabinieri Fabio Cagnazzo è convinto che almeno due complici avrebbero aiutato Cialei ad occultare il cadavere del povere allevatore. <Impossibile- avrebbe riferito l’alto funzionario – che potesse fare tutto da solo>. Al momento l’unico iscritto sul registro degli indagati resta il figlio del pastore finito in manette. Inutile dire che con il rinvenimento del corpo la posizione di Michele Cialei si aggrava notevolmente in quanto non solo sarebbe stata trovata quella che viene definita la <prova regina> ma non avrebbe nemmeno collaborato alla ricerca del cadavere. L’uomo è difeso dagli avvocati Camillo Irace e Giampiero Vellucci. Mar.Ming.
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