Editoriale – Sora, “l’impegno a distruggere” dell’amministrazione De Donatis

Alessandro Andrelli
5 MIn Lettura
(di Alessandro Andrelli) “Progettualità a largo respiro che la gente non comprende”. È così che De Donatis ed i suoi consiglieri sembrano aver definito, in più di un’occasione, l’operato della propria maggioranza. È così che i politici dell’attuale governo cittadino deridono i sorani e, dopo il danno dovuto allo sfacelo totale in cui hanno fatto precipitare Sora, aggiungono la beffa, considerando la gente incapace di comprendere il loro operato.

Addirittura sulla carta stampata si è titolato “…L’impegno c’è”, “peccato che non si vede!!!” ci permettiamo di aggiungere noi. Ci riferiamo alle grandi opere (“cittadella della cultura” e “scuola innovativa di Renzo Piano”) che il sindaco De Donatis ha sbandierato ovunque e con chiunque e che, ad oggi, appaiono miraggi in un deserto insormontabile, fatto di fallimenti e contratti sottoscritti. Ci riferiamo anche ai lavori pubblici (bloccati “sine die”) di competenza di Massimiliano Bruni. Primo tra tutti l’appalto del Simoncelli (la cui aggiudicazione definitiva è stata addirittura revocata), a seguire tutti i lavori finanziati sotto il governo di Ernesto Tersigni che ancora oggi rimangono “impantanati” (le scuole Chiesa Nuova, Schito Vicenne e Carnello, la salita dell’ospedale, la stabilizzazione di monte San Casto), per giungere infine al campo da minigolf ed alla riqualificazione della zona di Costantinopoli che, ad oggi, nonostante opera prima della piattaforma “civica”, rappresentano ancora solo una favola “robertiniana”. Per non parlare delle strade asfaltate da Acea e sbandierate, come successo personale, da Lino Caschera (senza vergogna!!!) che, avendo dimenticato la scelta programmatica della sua piattaforma civica di “cacciare” il gestore romano, si attribuisce meriti non suoi, dovuti a tanti “fantomatici” quanto “improbabili” accordi con “il nemico”. Ci riferiamo alla riorganizzazione del mercato su cui De Gasperis sta lavorando dall’inizio del suo mandato senza dar segni di vita né di conclusione (altra grande vergogna!!!) ed alle quattro chiacchiere da bar pubblicate sui giornali dalla signora Taglialatela che, dal suo insediamento, niente di significativo o di incisivo sta apportando al commercio sorano. Ci riferiamo ancora all’ospedale, oramai completamente dimenticato da Vinciguerra, che non appare più interessato a scioperi ed occupazioni, volti a preservare il nosocomio sorano dalla dilagante politica di tagli e soppressioni. E ci riferiamo, ancora, al non operare della Castagna che, pur non avendo fatto alcunché in 22 mesi di amministrazione, è stata addirittura “promossa” ed ha ottenuto il conferimento della delega ai comitati di quartiere. Il tutto perfettamente in linea con la mediocrità dilagante di questa amministrazione che sarà per sempre ricordata come la peggiore che Sora ha avuto. Per poi non parlare di un vicesindaco inesistente, della dichiarazioni “sparate a raffica” dell’assessore al bilancio, dell’impotenza dei servizi sociali della Di Ruscio di fronte alla gente che non riesce ad arrivare a fine mese. E per non rielencare l’oblio sulla sede del nuovo commissariato, sui lavori di adeguamento del Polsinelli, sul problema non risolto dei paninari e sui finanziamenti della Regione Lazio persi per cifre da capogiro. Sora è una bagarre!!! Sembrerebbe che dietro la mancata pubblicazione dei redditi e dei beni patrimoniali ci sia il tentativo di nascondere la presenza di introiti da capogiro che qualcuno della maggioranza avrebbe fatturato a seguito di incarichi professionali conferiti grazie alla politica. Se ciò fosse vero, sarebbe spiegato come mai si è deciso e si persevera nel non rispetto della legge sulla trasparenza e sull’anticorruzione. E mentre tutti con curiosità sono attratti dai fatti macroscopici ci sarebbe chi, “zitto zitto”, macchinerebbe ogni giorno per nuovi incarichi, spostamenti all’interno dell’ente o per possibili promozioni. Povera Sora! Davvero povera Sora! Raggirata da una marea di bugie giace in ginocchio e guarda sconsolata il cimitero comunale, quale emblema della disfatta dovuta a questa maggioranza che, come “Attila flagello di Dio”, ha raso al suolo tutto per costruire niente. Di certo “…L’impegno c’è!”, peccato che sia “a distruggere” ciò che con tanta fatica nel passato è stato creato. Alessandro Andrelli
Condividi questo articolo
Nessun commento