La lunga vicenda che da anni vede impegnati cittadini privati, residenti e associazioni con numerose segnalazioni alle diverse istituzioni affinché ci si renda conto del costante pericolo che quello stabile in disuso ed abbandonato rappresenta per chi vive o transita nella zona delle “Melegranate” si aggrava di ora in ora. Transennata parzialmente la zona sottostante alla struttura.
Sono diversi giorni, infatti, che i residenti segnalano una evoluzione negativa delle condizioni e della tenuta di diverse parti della struttura da cui piovono direttamente sulla strada sottostante calcinacci, parti di intonaco e le cui infiltrazioni di acqua hanno gonfiato le pareti rendendole insicure. “Anni fa fu il fuoco – dichiara con amarezza una residente – con diversi incendi che hanno interessato i locali a piano terra, dei garage aperti usati come discarica da ignoti, oggi è l’acqua, ma la sostanza non cambia: nessuno si interessa di questo scempio prima o poi qualcuno si farà male e allora lì tutti scaricheranno le responsabilità sugli altri”. Poche mesi fa, tra l’altro, uno dei cittadini più solerti sulla questione che ne ha quasi fatto una battaglia personale anche con il suo gruppo social “Alatri Abbandonata”, Giulio Rossi, ha inviato una dettagliata relazione con tanto di prove fotografiche a Regione, Comune e Vigili del Fuoco ma nessuno sembra muoversi.
Il problema di fondo è relativo alla proprietà dell’immobile che risulta ancora intestato catastalmente al “Pio istituto orfanotrofio femminile Rodilossi”, ente estinto dalla Regione Lazio e per il quale sono stati nominati due commissari, per cui nessuna delle istituzioni interpellate si assume la responsabilità di intervenire. <<La struttura mista in muratura, parte di pietra, parte in laterizio, parte in calcestruzzo – si legge nella segnalazione di Rossi – parte a vista e parte intonacata è evidente che è stata realizzata in tempi diversi. Le coperture a tetto e a terrazzo, gli infissi, gli intonaci mostrano l’evidente stato di abbandono e la totale assenza di manutenzione, sono evidenti importanti infiltrazioni di acqua su tutta la parte di copertura a tetto con distacchi di tegole visibili a distanza, altrettanto visibile l’accumulo di acqua sull’ampio terrazzo con evidenti infiltrazioni. In entrambe le situazioni si possono prevedere ingenti danni alla struttura sottostante con anche pericoli alla viabilità con importante rischio di caduta delle tegole e distacchi di intonaco su entrambe le strade regolarmente transitate da veicoli e pedoni. Evidente anche l’utilizzo dei locali, probabilmente da persone non autorizzate, a dimostrarlo le scritte con vernice rossa sui muri perimetrali del terrazzo, terrazzo a rischio crollo, impossibile, a causa delle poche notizie raccolte, stabilire le tempistiche di eventuali crolli degli elementi orizzontali. Elemento dall’assoluta gravità è dato dai segni che mostrano un incendio all’interno di un locale con accesso da Via Melegranate, incendio probabilmente dovuto ad accumulo di materiale tipo discarica tipo il locale di fianco anche esso ad alto rischio incendio, incendio che potrebbe aver causato seri danni strutturali. L’unico locale che mi ha permesso l’accesso, gli altri erano chiusi, alcuni di essi con catena e lucchetto, ha evidenti segni di infiltrazioni di acqua sui solai e sulle pareti, importanti sono i crolli delle parti del controsoffitto oltre all’evidente inutilizzabilità degli impianti>>. E tutto questo risale a mesi fa, quando ancora queste ultime infiltrazioni e crolli non erano evidenti.
Ieri il Comune, dopo le ultime segnalazioni di alcuni residenti, ha deciso per un parziale intervento quantomeno di messa in sicurezza, per evitare che i cittadini transitino o parcheggino proprio sotto l’edificio da cui piovono pezzi di intonaco e acqua. Ma non basta…
Andrea Tagliaferri
