Anagni – PD: Save Sardaro invita Sordo a farsi da parte

Irene Mizzoni
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Con una lettera che merita di essere letta e assaporata, il tesoriere provinciale del Partito Democratico analizza la situazione politica alla luce dei recenti avvenimenti, bocciando senza riserve i vertici del Circolo.

“Le dichiarazioni di intenti fatte da Sordo, segretario del circolo PD di Anagni, ai rappresentanti di alcune Liste civiche, invitate nella sede del partito, sono come il racconto che fa il figlio che, tornando a casa dopo avere ascoltato la lezione del professore, la racconta al padre, ignorandone però il significato. Sordo, sottovaluta con chi ha a che fare. Non sa che per poter essere preso in considerazione ed essere creduto dai partecipanti, deve prima mostrare a se stesso, poi al partito chi pensa di rappresentare, e in seguito alle stesse forze politiche, di essere in grado e di averne le capacità di svolgere un ruolo di responsabilità e di coordinamento politico. Gli ultimi avvenimenti politici con la caduta dell’amministrazione di centrosinistra e il conseguente commissariamento del comune, comportano una profonda riflessione volte a ridare una prospettiva al futuro di Anagni. Questa vicenda si è innestata nella competizione elettorale, che ha visto il PD fortemente penalizzato anche nella nostra città. Il PD dalle elezioni politiche del 2008 (voti 4.380, 32,2%) a quelle del 2018 (1,543,12,6%) perde 2.837 voti, con meno il 19,6%. Una emorragia che lo porta a essere il quarto partito dopo M5S con 4.368 voti, Lega 2.045, FI 1.774. Una situazione preoccupante, in parte alleviata dal risultato regionale, positivo ma non soddisfacente in quanto il PD per voti e per percentuale rimane fermo al 2010 in cui ottenne 1.619 voti con il 15,5%, mentre nel 2013 sale con 2.333 con 20,5%, e nel 2018 i suoi consensi sono 1.630 con il 15,0%. Oggi dobbiamo partire da questa condizione del PD anagnino, che si inserisce indubbiamente in un contesto nazionale, ma la sua contrazione di consensi elettorali, è evidente. Un partito con una forza elettorale molto ridotta rispetto al passato, deve in tempi brevi recuperare una credibilità politica per fare crescere il consenso e la fiducia dei cittadini. Il risultato elettorale ci ha penalizzato, ma ci dice anche che occorre assumere una posizione responsabile per ricostruire e rilanciare un progetto di centrosinistra ad Anagni. Si dovranno trovare forze disponibili a costruire su basi nuove una coalizione in cui il PD non potrà rinunciare al suo ruolo di forza responsabile nell’interesse dei cittadini. Mettere insieme tutte le forze, le culture e le sensibilità di sinistra e progressiste per ridare un grande respiro al futuro della città può rappresentare il primo passo. A poco più di 20 giorni dalla presentazione delle liste per il rinnovo del Consiglio comunale, anziché produrre il risultato del lavoro svolto, si continua a fare incontri esplorativi e proclami, come chiamare a raccolta “alleati e aspiranti tale”, qualcuno in totale solitudine, come se fossimo a sei mesi dalle elezioni. Si colpisce nel mucchio, compreso incontri ufficiali con rappresentati della Lega di Salvini e di FI di Berlusconi. Il nostro Don Chisciotte non riesce più a distinguere i mulini al vento con i veri e bellicosi cavalieri, ben armati e senza scrupoli, non distinguendo, nel caso di Anagni, la linea di confine tra centrosinistra e centro destra. Così come il nostro eroe spagnolo, pensa di impaurire con la sua spada i cavalieri, così il nostro il rappresentante anagnino del PD, ritiene possibile con questi confabuli con gli amici di Salvini e Berlusconi, spaventare e metter in allerta gli alleati di centrosinistra, che, secondo le su intenzione, correrebbero da lui per sottomettersi e dichiarare fedeltà incondizionata. Sordo sembra non avere capito le difficoltà e la delicatezza del momento. Il voto del 4 marzo ci consegna un cambiamento radicale e senza alibi per il PD e le forze politiche progressiste dalla nascita della Repubblica a oggi. Continuare come se nulla fosse accaduto, comporta il fallimento di ogni possibilità di ricostruire una colazione ampia e la caduta della credibilità del PD. Giocare su più tavoli, come fa Sordo che ora parla con la sinistra e poi si siede al tavolo con uomini del centrodestra che furono alleati e amici della sciagurata stagione di Fiorito, produce danni nefasti e irreparabili. Gli elettori finiscono per essere disorientanti e sfiduciati, soprattutto verso il PD che non si capisce più cosa sia e per cosa si impegna, ma soprattutto qual’e’ il suo campo di appartenenza. Gli iscritti del PD non troverebbero nessuna motivazione a seguire queste acrobazie di Sordo e rifiuterebbero qualsiasi contatto con il centrodestra che rimane la coalizione da sconfiggere e che già una volta è stata sconfitta. Sordo è andato per suonare ed è rimasto suonato, rimanendo isolato e abbandonato e per di più sembra non avere capito le difficoltà e la delicatezza del momento e quanto è accaduto con la fine anticipata della coalizione di centrosinistra che governava Anagni. Deve essere chiaro che l’orizzonte del PD è il campo del centrosinistra e non ce ne sono altri. Il ruolo del PD è fondamentale, che, libero da pregiudizi e preclusioni, metta in campo tutte le sue migliori energie, antiche e nuove, per sollecitare la più ampia partecipazione alla formazione del nuovo centrosinistra. Ognuno deve sentirsi disponibile, da parte mia come lo è stato nel passato, lo è a maggiore ragione oggi, a contribuire e a partecipare alla formazione di un partito che si presenta fermamente intenzionato ad aprire una nuova stagione della politica anagnina volta a creare un campo di larghe intese tra tutte le forze di sinistra e progressiste. L’impegno del PD è quello di lavorare per ricostruire una sua identità di valori e per essere interprete delle esigenze del nostro popolo. Un obiettivo che richiede confronto e discussione, partecipazione con gli iscritti e con tutti i cittadini. Il Circolo del partito torni a essere un luogo aperto, di ascolto, di idee, di progetti. Prepariamo le migliori condizioni per essere artefici del proprio futuro. Assolvere questi impegni richiede coerenza e convinzione, senza volteggiare in modo inconcludente come una trottola, dimostrando di essere all’altezza della sfida. Nessuno obbliga Sordo a consumare le sue energie in questa opera di costruzione di una nuova stagione politica ad Anagni. Responsabilmente potrebbe lasciare ad altri questo compito che finora egli ha condotto in modo fallimentare, mettendo a repentaglio la credibilità di un partito di antica tradizione popolare in questa città. Non possiamo più attendere né commettere azioni di un deleterio compromesso. Dobbiamo dare certezze e una prospettiva di rinascita della città di Anagni. Vittorio Save Sardaro.” Jackal
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