Dopo l’episodio dei giorni scorsi che ha visto protagonisti, vittime, un gruppo di immigrati ospitati a Ceprano, è divampata la polemica politica sull’argomento accoglienza. Con toni oltretutto anche particolarmente pesanti. Ad intervenire è il sindaco Marco Galli che ricorda come le Amministrazione, su queste questioni, non possano intervenire in alcun modo. Se non garantendo l’ordine pubblico.
Spiega Galli: <E’ inqualificabile che esponenti “politici” di questa comunità impugnino i gravi fatti di razzismo accaduti pochi giorni fa, per polemizzare contro l’Amministrazione, utilizzando slogan inutili, citando numeri a vanvera e dimenticando le scelte compiute, sia sui controlli e la sottoscrizione del protocollo con la Prefettura sia sullo S.P.R.A.R.. Questa ridicola campagna elettorale permanente non fa bene alla comunità. Non giova a un contesto che vede pochi imbecilli sfregiare il nome di Ceprano che era, è e sarà una città accogliente e tollerante. L’ho già detto più volte che esiste un problema legato ai flussi e al rapporto diretto Prefettura/cooperative, che taglia completamente fuori i sindaci>. Il riferimento è anche a alcuni fatti del passato: <Forse ci si dimentica dei problemi di qualche anno fa (2013) a Via Elci? Cinquanta ragazzi, di etnie diverse, abbandonati in unica struttura dove ogni giorno le forze dell’ordine dovevano intervenire per sedare le proteste? Cosa fece l’Amministrazione all’epoca? Nulla e non fu l’unico caso di disordini accaduti a Ceprano, per la pessima gestione dei “C.A.S.”, nel silenzio generale di chi amministrava>. Continua il sindaco: <Noi, non solo abbiamo impedito che Via Elci diventasse di nuovo un problema. Ma grazie ai continui controlli, cerchiamo di far sentire la presenza costante dello Stato sui centri di accoglienza straordinaria gestiti dalle cooperative. Abbiamo fatto in modo che tutti i gestori aderissero al protocollo con la Prefettura, unico caso in provincia. Inoltre, da qualche mese, abbiamo aderito al sistema S.P.R.A.R. (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), che ci consentirà di ridurre gradualmente il numero degli immigrati presenti, così da avere una migliore gestione e un più agevole processo di integrazione. Chi si (auto)candida a governare una città, dopo aver lasciato, tra l’altro, una pessima eredità, dovrebbe avere l’accortezza e correttezza di informarsi per bene. Gli immigrati ospitati a Ceprano sono 146 non 250, dati della Prefettura (agosto 2017) sui quali si basa l’erogazione del contributo ai comuni che ospitano rifugiati sul proprio territorio. Ora siamo intorno alle 120 unità comunicate. Stiamo lavorando quotidianamente per far si che la presenza dei rifugiati non diventi un problema per loro e per la città> Conclude Galli: <L’invito a tutti, a partire dai politici o presunti tali, è quello d’informarsi prima di parlare o credere a ciò che viene raccontato>. CAP
