Editoriale – Mensa scolastica, chi controlla la qualità dei cibi?

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Che fare quando i piatti in mensa arrivano freddi, scotti, o troppo crudi? Spesso la qualità dei pasti nelle mense scolastiche lascia molto a desiderare, tanto da sollevare le critiche dei genitori.

Questo succede specialmente quando i pasti vengono preparati nelle cucine esterne agli istituti scolastici e poi distribuiti nelle varie sedi. Che fare quando la qualità della mensa scolastica è scadente? Le ditte che servono le pietanze agli alunni guardano alla qualità dei cibi oppure di più al risparmio? Molte le lamentele da parte di tanti genitori che per il prossimo anno scolastico, hanno espresso la volontà di non voler più il servizio di refezione. “A mio figlio il mese scorso sono stati serviti i bastoncini di pesce, freddi e di pesce avevano poco e niente.  Per non parlare della qualità della frutta. “ Serve più qualità in tutti i cibi anche se il prezzo da pagare dovesse essere più alto, ma almeno i nostri figli mangiano. Altrimenti saremmo costretti a ricorrere al panino da far portare in mensa da casa.” Nelle scuole il servizio mensa viene attivato dopo la prima settimana dell’inizio dell’anno scolastico. Ma chi deve controllare che il servizio funzioni a dovere? Nel corso dell’anno scolastico, i controlli sono effettuati dal Comune, dalla Asl o da un laboratorio di analisi incaricato dall’amministrazione per i controlli igienico-sanitari. Tra i diversi quesiti che pongono i genitori è ricorrente se le famiglie possono controllare ciò che mangiano i propri figli. In numerosi Comuni si istituiscono le Commissioni Mensa, composte da docenti e genitori. I genitori che fanno parte della Commissioni Mensa sono autorizzati a visitare senza preavviso le mense scolastiche e i centri di cottura, per verificare le condizioni igienico-sanitarie e di servizio e infine compilano su un’apposita scheda le loro osservazioni che inviano all’ufficio mensa. Possono verificare le qualità organolettiche e il gradimento dei cibi serviti agli studenti e la qualità del servizio. Per far parte della Commissione basta fare richiesta alla scuola di competenza, fornendo i nominativi dei genitori. La dirigenza scolastica provvederà ad inoltrare l’elenco dei genitori agli uffici comunali. Dopo di che i genitori dovranno effettuare un colloquio informativo con gli operatori sanitari della zona. Nel 2017 a causa della scadente qualità di alcune mense scolastiche, con la sentenza della corte d’Appello di Torino, si è dato il via libera al pranzo fai-da-te, con la possibilità di portare nei locali della mensa scolastica il panino da casa. Ma ad un anno dalla sentenza di Torino, il Governo e il Parlamento vogliono imporre la mensa per legge. “I servizi di ristorazione scolastica sono parte integrante delle attività formative ed educative erogate dalle istituzioni scolastiche”. Le famiglie che difendono il panino non sono d’accordo, mentre gli altri evidenziano che così si mette fine al caos nelle scuole. La soluzione della bagarre “panino si panino no”, sarebbe un maggior controllo all’interno dei refettori e magari effettuare le “ispezioni” a sorpresa, incentivando così le ditte a cucinare meglio. (foto web) Anna Ammanniti    
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