A rendere nota la notizia, con una diretta su Facebook, è stato Niki Dragonetti, candidato al consiglio regionale nella lista di Sergio Pirozzi, ed acerrimo oppositore della Giunta D’Alessandro. L’imprenditore, documenti alla mano, ha raccontato dell’intenzione da parte dell’Amministrazione comunale e del dirigente del sottore Manutenzione, l’architetto Antonello Antonelli, di realizzato l’isola ecologica comunale nei pressi della rotatoria Skf, sotto il naso dei residenti del parco Rondò e all’ingresso sud della città.
“L’ambiente e il suo rispetto sono cosa essenziale per un vivere civile – spiega Dragonetti – e non posso lasciar compiere l’ennesimo scempio a danno dei cittadini. La realizzazione, illegittima (sarebbe un’area interamente soggetta a vincoli seppur comunale) di un impianto che andrebbe invece messo in funzione in luogo periferico ed isolato, è la prova provata che a questa Amministrazione non sta a cuore il bene comune ma solo quello che può divenire un interesse personale”. I residenti in zona hanno immediatamente convocato un incontro con l’amministratore del condominio e con il costruttore mentre dal gruppo di minoranza arriva la sferzata al vetriolo dell’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone e dei consiglieri Enzo Salera ed Edilio Terranova. “L’incapacità amministrativa del sindaco D’Alessandro dopo due anni di governo della città non è più cosa tollerabile. Se dopo 24 mesi la città si ritrova un’area sequestrata (quella in cui era stata momentaneamente realizzata l’isola ecologica e che doveva comunque essere messa in sicurezza e controllata) e un’altra, situata nei pressi di uno degli accessi più belli del nostro territorio, allora vuol dire che per Carlo Maria D’Alessandro e il suo entourage è arrivato il tempo di andare a casa. Possiamo tollerare le strade dissestate, la carenza di controllo da parte dei vigili urbani, i finanziamenti regionali che vengono perduti o ritirati per incapacità, ma non possiamo tollerare che una zona della nostra città, un luogo centrale e visibile a chiunque, possa essere trasformato in una mini Acerra. I cittadini scendano in campo insieme a noi. Dobbiamo riprenderci quello che in questi anni è stato lasciato cadere nel degrado più assoluto: Cassino”. Angela Nicoletti
