Arpino – Brandelli d’Italia

Irene Mizzoni
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Torna all’attenzione dei cittadini la vicenda del Tricolore, o meglio, dei brandelli della Bandiera Italiana che restano a sventolare sul libro di pietra allocato sul Corso Tulliano. Effettivamente l’interesse sulla questione non è mai calato: argomento di discussione e riflessione durante l’ ultima tornata elettorale, ha generato diverse esternazioni di dissenso tra gli arpinati, amareggiati soprattutto dall’evoluzione del caso.

Ad inizio febbraio la provocazione di un cittadino “idealista”, il quale si era recato presso gli uffici della segreteria del Sindaco per consegnare una Bandiera Italiana con cui sostituire il lembo rimasto appeso all’asta, era stata portata all’attenzione del Prefetto. Sua Eccellenza, la dr.ssa Emilia Zarrilli, con la più totale disponibilità si interessava alla circostanza, ascoltandone e valutandone tutti gli aspetti: interveniva in merito alla situazione prendendo contatti con le Istituzioni locali, invitandole a preservare ed incoraggiare il senso civico della popolazione. A tali riguardevoli raccomandazioni seguiva un intervento tanto curioso quanto deplorevole ed irritante: tutte le bandiere affiancate ai libri di pietra nei diversi scorci del centro storico del paese venivano rimosse, tranne quella in oggetto, protagonista della contestazione. Chiaramente il provvedimento non è sfuggito all’occhio attento dei cittadini: semplice distrazione oppure l’ orgoglio di non voler capitolare, resistendo anche alle autorevoli esortazioni del Prefetto e disattendendo al suo stesso appello? Luca Reale, responsabile della sezione arpinate di “Fratelli D’Italia”, ormai portavoce del malumore ingenerato da questo insolito epilogo, non intende rassegnarsi e continua ad invocare il rispetto per lo status di cittadino, rinnovando la sua contrarietà a quello che potrebbe facilmente esser interpretato come un atteggiamento ostile dell’ Amministrazione Comunale. Questa volta Reale si rivolge direttamente a Sua Eccellenza, con una missiva trasmessa pochi giorni addietro «Da circa 5 anni, in via Corso Tulliano, la Bandiera della nostra Patria è ridotta in condizioni vergognose. Nonostante i diversi articoli di stampa ed i ripetuti inviti formali, l’ attuale amministrazione comunale, titolare del sito in questione, non ha provveduto alla sostituzione. Si ricorda che il sottoscritto il mese scorso ha donato al comune una Bandiera Tricolore affinché si provvedesse alla sostituzione, ma ciò non è avvenuto. È avvenuto, invece, che le bandiere di altri siti-monumenti presenti nel centro storico di Arpino inspiegabilmente siano state rimosse. Una inaccettabile decisione che un Sindaco, e chi questa iniziativa l’ ha appoggiata, non doveva prendere in virtù del ruolo istituzionale che ricopre: tale azione, continua Reale, lede in modo indecoroso ai monumenti e manca di rispetto alle bandiere, Italiana, Europea e del paese rappresentato, che li adornavano. Il sottoscritto, pertanto, richiede un Suo autore intervento in merito a quanto descritto». Il Tricolore è l’emblema fondamentale del Paese: è evidente che l’ inadempienza degli Amministratori Comunali nel custodire il simbolo più rappresentativo dello Stato, ferisce il sentimento di italianità dei cittadini e la Nazione stessa. Sara Pacitto
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