(di Alessandro Andrelli) “Quando i riflettori si spengono, chi perde resta a contare!” ed è da giorni e giorni che, a Sora, i rappresentanti del governo De Donatis (sindaco in testa!) contano e ricontano. Il risultato politico, però, resta sempre lo stesso: tutti perdenti!
Soltanto Coletta, “il non considerato” che si limita, da quasi due anni, ad alzare soltanto la mano in Consiglio, ha portato a casa un risultato, appoggiando (in solitudine e silenzio) Buschini e Battisti. Per il resto, i sorani hanno bocciato senza pietà De Donatis e la sua maggioranza, polverizzandoli tutti con questo confronto elettorale. Visti i risultati, appare patetico il trombettiere che cerca di suonare senza tromba (leggi qui) e sono pietosi coloro che postano foto sui social per cercare un riscatto dove il riscatto non c’è. La realtà dei fatti dimostra che è stata una disfatta! Non c’è trombettiere o album fotografico che tenga perché generano solo ilarità e compassione. La verità dell’urna ha dimostrato che i re e le regine di palazzo non esistono più, che il sindaco non rispecchia la volontà del popolo e che Wonder Woman ha smesso di volare. La piattaforma di De Donatis è stata colpita ed affondata, disintegrandosi in un acquario melmoso di ripicche e vendette, di incapacità e di arroganza, di arrivismo e di presunzione, che in politica né mai hanno pagato né mai porteranno alla vittoria. Il sindaco (con Paolacci e Gemmiti) è rimasto totalmente appiedato. I suoi “cavalli da corsa”, dalle tante e colorate bandiere, hanno tutti fatto flop! La lista “Insieme” (quella dei Socialisti, il partito del primo cittadino!) ha visto Francesco Quadrini ottenere soltanto 212 voti su Sora. Queste preferenze si sono ridotte a 200 per la Camera ed a 148 per il Senato. Una vera e propria catastrofe. Ma De Donatis avrà mai avuto dei voti suoi? O è diventato sindaco per caso, grazie all’onda popolare del voler sperimentare il nuovo a tutti i costi? Quello che è lo ha dimostrato in quasi due anni di governo, raggiungendo il top con la non pubblicazione dei redditi e dei beni patrimoniali da parte di tutta la maggioranza a fine anno 2017. Altro non c’è da aggiungere se non… vergogna! La realtà, mostrata dalle votazioni e di per sé già grave in considerazione dei numeri riportati dei socialisti, è pessima se si considera il risultato di Forza Italia. Il partito è totalmente imploso su se stesso ed a nulla è valso che il sindaco, la Paolacci e Gemmiti lo hanno supportato “sotto sotto” né che Baratta (vicesindaco), Lecce (presidente del consiglio), la signora Taglialatela (assessore al commercio), Caschera (consigliere delegato alle manutenzioni), De Gasperis (consigliere delegato alla Polizia Locale) Mosticone (consigliere delegato ai Prusst), la Castagna (vice presidente del consiglio e consigliere delegato alle Politiche Giovanili ed Erp) e Luca Di Stefano (consigliere di opposizione) lo hanno sponsorizzato, insieme alla stessa candidata alle regionali Veronica Di Ruscio (assessore ai Servizi Sociali). Un intero esercito politico, fatto da tutti amministratori in carica con il “capo dei capi” in testa, non è arrivato a 1000 voti (soltanto 986 preferenze alla Di Ruscio su Sora). Un altro scandalo, che diventa ancora più grande se si considerano i soli 528 voti di Ciacciarelli e che assume dimensioni esorbitanti se si osserva la disfatta di Abbruzzese di cui Sora è stata la vera “Caporetto”. Tralasciando le valutazioni su tutta la provincia, sarebbero bastati i 200 voti del partito socialista di De Donatis per far approdare Abbruzzese alla Camera. Come è strana la vita! Proprio quell’amministrazione che il cassinate ha tanto voluto e difeso, per dimostrare di avere in pugno un’altra città e di avere potere indiscusso su tutta la provincia, ha decretato la sconfitta del transatlantico che, seppur così grande e potente, è affondato in un misero acquario. Completa il quadro catastrofico generale, il risultato elettorale di Cippitelli che è riuscito a mettere insieme soltanto 871 voti su Sora, nonostante De Donatis (ancora lui!!!) e Vinciguerra sul palco d’onore, la Paolacci e Gemmiti (ancora loro!!!) in platea, la consigliera De Donatis come big supporter e i De Donatis boys schierati. Il risultato di Cippitelli è stata un’altra figuraccia infinita, se si pensa ai 5 big componenti dell’amministrazione sorana schierati con il sindaco di Broccostella ed al niente, o quasi niente, che hanno apportato alla sua causa. Povero Sergio! Ci ha creduto anche lui a De Donatis ed ai suoi così come i sorani due anni fa e, stringendo il nulla, è rimasto a ricercare gli “11mila voti” che doveva far confluire su di lui chi ha sempre tanto parlato senza mai dire niente. Una, due, tre… una serie infinite di disfatte annunciate, perché il popolo, costretto da tempo a subire in silenzio, non ha perdonato. I sorani sono riusciti ad eleggere un sorano! E fa riflettere il fatto che faccia parte proprio di quel partito tanto beffeggiato e deriso in consiglio comunale dalla maggioranza di governo che, andando via e facendo venir meno il numero legale, non ha concesso al consigliere rappresentante neanche di parlare, con grande oltraggio alla democrazia (leggi qui). Le urne hanno dimostrato che De Donatis ed i suoi non rappresentano più la volontà del popolo e che dovrebbero andare subito ed in silenzio a casa. Ma politicamente lo spessore per capire questo non c’è e quindi la città, volente o dolente, dovrà subirseli tutti per altri tre anni, restando osservatrice inerme di infinita incapacità e decisioni scellerate. Povera Sora! Davvero povera Sora! Sperando di non contare settimana dopo settimana troppi danni, “morti” e “feriti” causati da questa maggioranza inclassificabile, a noi non resta altro che augurare buon lavoro all’onorevole Loreto Marcelli, che faccia tanto e faccia bene per Sora e con Sora. Ad maiora!!! Alessandro Andrelli
