La competizione vedeva scontrarsi sul territorio dei “big”: Iannarilli arriva secondo e ringrazia via social, Buschini eletto dedica la vittoria al padre.
Ad Alatri la competizione per le regionali aveva un “sapore” differente e più importante che in altre zone della provincia. Questo perché si consumavano battaglie tra personaggi di spicco e si misuravano nuovi “competitor” per capire il proprio peso locale. Va subito detto che Parisi ad Alatri vince con oltre il 40 per cento e Zingaretti si ferma al 26%. Va certificata la rielezione di Mauro Buschini, assessore regionale
uscente che porta a casa la rielezione con oltre 16 mila voti; ovviamente la debacle nazionale del PD non lo ha aiutato quindi il risultato è più personale che di partito e su Facebook dedica la sua vittoria al padre che non c’è più. Antonello Iannarilli,
che in passato è già stato consigliere regionale e anche assessore all’agricoltura, non ce l’ha fatta, arrivando secondo dopo Ciacciarelli, con preferenze attorno a quota 4 mila, che è comunque un risultato degno di nota, considerando che Iannarilli non faceva politica direttamente da qualche anno. Il “Big” azzurro ha commentato così la sconfitta: “… la mia scelta di tornare in campo è stata dettata dalla passione e dai sani principi. Anche questa volta sono arrivato secondo e per questo non entrerò in consiglio regionale. Sono soddisfatto ed orgoglioso di aver fatto una campagna elettorale sobria e onesta. GRAZIE di cuore a tutti coloro che mi hanno sostenuto e si sono impegnati: per loro sarò sempre a disposizione. Buon lavoro agli eletti”. Buona affermazione personale anche di Teresa Graziani, che conserva sempre un bottino personale di voti sulla soglia delle 3 mile preferenze. Anche Maurizio Maggi, consigliere comunale Pd di Alatri ormai in rotta con il coordinamento comunale, si è detto soddisfatto del risultato (420 voti) della lista Centro Solidale con Zingaretti ad Alatri per la quale aveva fatto campagna elettorale nelle ultime settimane. Buon risultato anche del M5S che prende oltre 3000 voti, per un 22% circa come lista e un 27% come candidato presidente, che delinea un radicamento anche ad Alatri del movimento anche se il primo partito rimane Forza Italia con un 26% abbondante.
PD in linea con l’andamento nazionale è in difficoltà con il 19%. La Lega rispetto ai 3000 voti delle Politiche scende a poco più di 1800 voti, che non sono comunque pochi visto che è un partito che nel centro e nel sud del paese era la prima volta che si testava quale forza politica nazionale. Va ricordato che Alatri vede rieletto per il secondo mandato consecutivo il giovane Deputato grillino Luca Frusone che si è detto entusiasta di un risultato storico “di cui si vedrà la portata fra qualche anno”.
Andrea Tagliaferri
