Munizioni per armi da guerra, un machete, due grosse asce e un coltello a scatto. Si tratta del materiale e delle armi rinvenute mercoledì pomeriggio in un’abitazione del Comune di Vallerotonda, in seguito ad un’operazione congiunta dei Carabinieri della stazione locale e dei colleghi di Picinisco.
L’operazione, che è poi una normale procedura, si è resa necessaria per un concreto sospetto di detenzione di armi militari da parte di un 30enne di Vallerotonda. Così, nel corso di un predisposto servizio, dopo aver suonato al campanello dell’abitazione, i militari sono entrati e, alla presenza dell’uomo, hanno perquisito le varie stanze, fino a trovare: una cartuccia calibro 92 e ben 82 munizioni per mitragliatrice risalenti alla seconda guerra mondiale, un machete, due asce di grandi dimensioni ed un coltello a scatto di circa 10 centimetri. Il 30enne è stato immediatamente deferito in stato di libertà perché responsabile di “detenzione abusiva di cartucce da guerra e detenzione illegale di armi bianche“. In seguito alla perquisizione domiciliare il materiale rinvenuto è stato posto sotto sequestro penale. “L’uomo non aveva precedenti, ma se i militari operativi avessero trovato anche fucili in casa, sarebbe scattato l’arresto, poiché le munizioni per armi da guerra, analizzate dalla Scientifica, sono risultate perfettamente funzionanti – ha spiegato il Comandante della Stazione di Cassino Ivan Mastromanno”. Purtroppo non si tratta del primo caso relativo al sequestro di armi in piccoli centri confinanti, quali Vallerotonda e prima ancora San Biagio Saracinisco, dove lo scorso gennaio e nel settembre del 2016 gli agenti in servizio hanno dovuto effettuare operazioni analoghe. Che dire, in questi piccoli Comuni, San Biagio Saracinisco che conta circa 336 abitanti e Vallerotonda poco più di 1500 è innata la singolare passione per l’armamento. Nella maggior parte dei casi infatti, si tratta di armi e munizioni storiche e straniere acquistate o ereditate da collezionisti che spesso amano custodire in casa veri e propri arsenali provenienti anche dall’Esercito. Caterina Paglia
