(di Alessandro Andrelli) Treno Regionale 21902 delle 6:51 da Frosinone a Roma Termini, giunto a destinazione con oltre 1′ di ritardo. Tanti disagi e clima quasi surreale per dei semplici lavoratori.
La situazione continua ad essere critica per la rete ferroviaria del centro Italia, e soprattutto per la tratta che da Cassino conduce a Roma. Anche oggi tanti treni cancellati, o nella migliore delle ipotesi con tremendi ritardi sulla tabella di marcia. In più, se non bastasse questo disagio, anche le condizioni in cui i lavoratori, pendolari purtroppo abituati a queste situazioni, sono costretti a vivere. Trenitalia, come dichiarato anche ieri, ha fatto diversi errori di valutazione nella giornata di lunedì, quando una forte nevicata si è abbattuta in quasi tutta la tratta interessata. L’errore sembra che sia stato quello di non ridurre i treni e consentire comunque un servizio, seppur limitato. Ecco, la procedura è stata messa in moto ieri, con tremendi ritardi e disagi, e anche oggi, con inevitabili proteste da parte dei pendolari, non nuovi a questi trattamenti. Nella tratta del treno regionale delle 6:51 da Frosinone a Roma Termini, l’azienda ha provveduto ad accorpare tre corse in una, e dunque il convoglio era strapieno all’inverosimile, con disagi e problematiche al limite dell’umano per i viaggiatori. I pochi che sono riusciti a prendere posto sono stati quasi rimasti schiacciati dalla mole di persone che stazione dopo stazione si è accalcata nei vari vagoni. All’altezza di Capannelle, poi il treno è stato costretto a fermarsi per un malore di un passeggero, proprio a causa del caos nella carrozza e della mancanza di spazi adeguati. L’arrivo dell’ambulanza ha ulteriormente ritardato il treno, che è giunto a Roma Termini alle 9.15, con oltre un’ora di ritardo. “Peggio degli animali”. Questo il commento più comune che i pendolari hanno più volte ripetuto. Il personale Trenitalia ha subito pesanti accuse, ma le responsabilità sono di controllori e/o macchinisti? Chiaro che anche loro sono vittime di un sistema che fa acqua da tutte la parti, che è diventato ingestibile, e che non può più risolversi con una “diminuzione” delle corse per evitare il traffico ferroviario. Nell’est dell’Europa le nevicate sono di certo più frequenti. Forse in questo caso “copiare” dai cugini dell’Est non sarebbe poi una soluzione così sbagliata. Alessandro Andrelli
