Formazione sbagliata? Formazione non propriamente azzeccata?
Tutti, e dico tutti, hanno puntato il dito contro Moreno Longo, dopo il primo tempo di Cremona. Effettivamente i risultati sperati, non sono arrivati. Ma ci sono alcuni aspetti che andrò ad analizzare in questo editoriale. Aspetti che lasciano riflettere. La prima è il modulo ad elastico. Sì perchè il 3-5-2 iniziale, almeno nelle intenzioni del trainer piemontese, doveva tramutarsi in 4-3-3 a seconda delle fasi del match. Beghetto, che arretrava sulla linea dei difensori, e Paganini che si lanciava in avanti a fare l’esterno offensivo sulla stessa linea di Dionisi e Citro. L’idea, effettivamente, stuzzica ma i dettami forse non sono stati ben recepiti dalla squadra. Un altro elemento, che lascia riflettere, è la mancanza di un vice-Ciofani. Lo scorso anno si era puntato prima su Cocco, e poi su Mokulu; mentre quest’anno manca una punta di peso nel roster. Certo, ci sarebbe Michele Volpe, ma forse il giovane attaccante campano viene visto ancora come troppo acerbo, da Longo. Terzo ed ultimo elemento, è il coraggio. Sì perchè a prescindere da tutto, Longo ha dimostrato di avere le palle sotto. Ha osato, e soprattutto ha sperimentato qualcosa di diverso. Chi se ne frega se il risultato non è stato quello sperato. D’altronde come diceva Henry Ford: “Solo chi non osa, non sbaglia”. Nunzio Danilo Ferraioli
