L’accanimento della (ex) giunta su chi (forse) è tenuto a tirar fuori somme che avrebbero dovuto versare gli inquilini, divide i cittadini in gran parte sconcertati.
I fatti: all’inizio degli anni ’80 il Comune acquistò dalla ditta Iucci, con finanziamento a carico dello Stato, n. 36 alloggi di edilizia residenziale pubblica, in Via Pistone Tofe. Gli alloggi erano destinati a soggetti con sfratto esecutivo (non per morosità), che avrebbero potuti utilizzarli per un periodo di tempo limitato. Le 2 palazzine divennero in breve una sorta di “condominio rosso”, dalla colorazione politica di chi, proveniente da ogni parte della Penisola, presentava sentenza di sfratto. Qualcuno pagava il canone, la maggior parte no. Solleciti e lettere di avvocati, tutto inutile. Alla fine degli anni ’90 la Regione decise la sanatoria per gli occupanti, delegando i comuni a procedere. Ci furono lungaggini, e la Corte dei Conti addebitò ai sindaci Fiorito e Noto, ed a loro collaboratori, il mancato incasso dei canoni causato dal ritardo nell’iter di assegnazione. Vi furono ricorsi, e gli inquilini sottoscrissero il piano di pagamento degli arretrati, ma la Corte dei Conti fu irremovibile emettendo la sentenza 228. Il 26.09.2017, nonostante il ricorso in Appello, la giunta incaricò il dott. Domenico Parretta di procedere all’incasso delle cifre; il comandante della PL si rifiutò dichiarandosi “incompatibile”. Niente da fare: Bassetta ed i suoi, ormai in crisi, con delibera del 16 gennaio hanno confermato la decisione assunta. Una assurdità secondo alcuni, sia per la vicenda in sé che è di facile comprensione, sia perché certe energie sarebbe stato bene usarle in maniera diversa, e per altre finalità. Jackal
