“Il SUVetto dove lo metto, dove lo metto non si sa”. Questo il motivetto che ogni mattina probabilmente canteranno in auto il presidente del Consiglio Comunale di Cassino, Dino Secondino, e qualche altro assessore.
Dalla canzoncina non è esente financo il sindaco Carlo Maria D’Alessandro che, pur non possedendo una macchina ad alabarda spaziale, deve anch’esso parcheggiare. E allora come fare? Mica si può copiare, anche in questo, i componenti della passata (e odiatissima) Giunta Petrarcone che in Comune arrivavano in bicicletta e a piedi dopo aver parcheggiato nell’ampissima e vicinissima piazza Corte. No, no. Distinguersi è il modo del “carlomarioclan” e allora gira che ti rigira, pensa che ti ripensa, a qualche scienziato di turno, deve essersi accesa la lampadina. Eureka!! Nella parte retrostante il palazzo comunale c’è un altro parcheggio, ad uso dei cittadini che, stanchi di prender multe a raffica dagli ausiliari del traffico (solo da quelli perché i Vigili Urbani oramai sono una razza in fase di estinzione a Cassino), riescono dopo un milione di giri a ‘piazzare’ la loro auto in quel luogo. Dicevamo, quindi, nella parte retrostante, come per incanto, da qualche giorni, sono ‘spuntati’ due paletti di interdizione a due o tre parcheggi. Sul muro (stile writers de noiantri che deturpano le pareti dei palazzi di mezza città. Adesso sappiamo da chi hanno tratto insegnamento), di un bel rosso sangue, è stata vergata la R di riservato. Questo ridicolo escamotage è stato studiato perché posizionare un cartello di divieto con sopra scritto “sosta vietata” sarebbe stato reato. Insomma quei parcheggi sono abusivi. Non esistono autorizzazioni, delibere o compagnia cantante. Del resto in materia di paletti abusivi in Comune sono esperti: a Caira, in piazza Ottorino Del Foco, una ventina di anziani ancora aspettano la rimozione dei cilindri in metallo messi illegalmente e mai rimossi. “Il Suvetto, dove lo metto, dove lo metto non si sa”… Angela Nicoletti
