Le piogge ed il maltempo di questi ultimi mesi hanno provocato in cedimento nell’area di Nocione dove la terra, in più punti, è sprofondata.
Questa mattina, proprio per arrivare a capire quali provvedimenti adottare per evitare ulteriori problemi ad una zona già fortemente compromessa dalla presenza di rifiuti interrati, la Guardia di Finanza su disposizione del procuratore capo Luciano d’Emmanuele, ha effettuato un sopralluogo, l’ennesimo in verità da quattro anni a questa parte. Da quando cioè le indagini sul presunto interramento di rifiuti di provenienza ospedaliera, hanno ripreso piede. Il personale del tenente colonnello Salvatore Rapuano, comandante del Gruppo della Guardia di Finanza di Cassino, ha quindi preso atto di quanto sta accadendo nella zona adiacente la superstrada Cassino-Atina nel tratto compreso tra la città martire e il comune di Sant’Elia Fiumerapido. Dopo le verifiche compiute lo scorso mese di marzo dagli esperti del Benecol, il laboratorio dell’Università ‘Federico II’ di Napoli, specializzato nell’individuazione di discariche interrate, si fa sempre più necessaria una presa di posizione da parte delle Istituzioni. La zona è ancora adibita al pascolo nonostante il divieto emesso dai sindaci che nel corso degli anni si sono succeduti. La zona, infatti, ad una profondità di venti metri, ospita decine e decine di quintali di rifiuti solidi urbani e speciali. Un materiale scaricato senza alcuna accortezza e che nel corso degli ultimi venti anni ha fortemente compromesso le falde acquifere e le coltivazioni. Decine sono i casi di linfoma di No-Hodgkin riscontrati in un raggio di tre chilometri. La particolare forma di cancro del sangue si sviluppa in particolar modo in zone dove esiste un’alta presenza di rifiuti. Angela Nicoletti
