Si è tenuta ieril’udienza a carico di Armando Spada, cugino dei più noti Carmine e Roberto, al quale viene contestato il reato di minacce aggravate ai danni della giornalista Federica Angeli.
Nel procedimento la cronista è parte lesa; costituitesi anche l’ Ordine dei Giornalisti, la Federazione Nazionale Stampa Italiana e Rete “No Bavaglio”. L‘odissea di Federica Angeli è iniziata nel 2013, lavorando ad un’ inchiesta finalizzata a delineare il panorama criminale di Ostia ed i presunti legami tra i diversi clan con la Pubblica Amministrazione. <<Se scrivi ti sparo in testa>> così mi aveva detto Armando Spada. E lei, Federica, racconta di aver fatto la sua scelta: scrivere per non essere come loro. Il 17 luglio 2013 le venne assegnata la scorta dall’allora Prefetto Giuseppe Pecoraro. La Angeli ha continuato a vivere ad Ostia, con la sua famiglia, con i suoi tre bambini. << Non bisogna mai avere paura della verità – dice Federica oggi. Ho pagato con la libertà ma credo sia servito per conoscere la verità>>. Contestualmente al processo, una nutrita “scorta mediatica” ha sostenuto moralmente e circondato fisicamente la professionista in questa giornata così delicata: un composto sit-in di solidarietà fuori dalla Cittadella Giudiziaria, che ha visto la partecipazione di tantissimi giovani e studenti. Ricordiamo che il 25 gennaio 2018 la procura di Roma ha ordinato l’arrestato per mafia di ben 32 persone appartenenti alla famiglia Spada ed ai clan a loro affiliati. Sara Pacitto LEGGI ANCHE http://www.tg24.info/ceprano-mafia-capitale-intervista-a-federica-angeli-giornalista-sotto-scorta-video/
